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Sentenza

Sentenza n. 268/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l’annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 453 del 21.07.2021.

Giustizia amministrativa202100530

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio CalabriaSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di opere edilizie

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza di demolizione n. 453 del 21 luglio 2021. Nel corso del giudizio hanno presentato domanda di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, ottenendo un permesso di costruire in sanatoria, successivamente annullato d'ufficio dal Comune. Contro l'annullamento della sanatoria hanno proposto un distinto ricorso, ancora pendente, chiedendo in questa causa la riunione dei giudizi o la sospensione per asserita pregiudizialità.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, rilevata d'ufficio previo avviso ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a. La presentazione della domanda di accertamento di conformità ha determinato il superamento dell'originaria ordinanza di demolizione, poiché l'amministrazione è stata obbligata a riesaminare l'abusività e la sanabilità delle opere e, all'esito, ad adottare un nuovo provvedimento, espresso o implicito. Anche la successiva vicenda del rilascio e dell'annullamento della sanatoria non fa rivivere l'ordinanza originaria: l'eventuale accoglimento del distinto ricorso consentirebbe di recuperare il titolo edilizio, mentre l'eventuale rigetto confermerebbe l'abusività all'esito del rinnovato esercizio del potere, rendendo comunque necessario un nuovo ordine di demolizione. Non è stata disposta la riunione né la sospensione. Nulla sulle spese per la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    presentazione di una domanda di accertamento di conformità

    La domanda di sanatoria determina il riesame dell'abusività e della sanabilità dell'opera e supera l'originario provvedimento sanzionatorio, imponendo l'adozione di un nuovo provvedimento, eventualmente anche di demolizione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il giudice può rilevare d'ufficio la sopravvenuta carenza di interesse, dopo averne dato comunicazione alle parti.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse

    Il ricorso è improcedibile quando, per sopravvenienze, viene meno l'interesse attuale alla decisione.

Massime di principio

  • La presentazione di una domanda di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 rende improcedibile, per sopravvenuta carenza di interesse, l'impugnazione dell'originaria ordinanza di demolizione, perché impone all'amministrazione un nuovo esame dell'abusività e della sanabilità dell'opera e determina il superamento del precedente ordine sanzionatorio.
  • A seguito della domanda di sanatoria, l'amministrazione deve adottare un nuovo provvedimento all'esito del riesame: se la sanatoria è negata o viene meno, non può procedere sulla base dell'originaria ordinanza di demolizione, ma deve adottare un nuovo ordine o assegnare un nuovo termine per l'adempimento spontaneo.
  • L'annullamento d'ufficio del permesso di costruire in sanatoria non fa rivivere l'originaria ordinanza di demolizione, poiché la questione deve essere definita mediante l'esito del distinto giudizio sul titolo edilizio e, comunque, attraverso un rinnovato esercizio del potere sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

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