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Ordinanza

Ordinanza n. 420/2026 - Milano, Sezione 1

per l'annullamento a) dell’ordinanza sindacale n. -OMISSIS- di dichiarazione di inabitabilità e contestuale sgombero dell’alloggio sito in-OMISSIS-emessa in data 23 maggio 2024 e notificata in data 24 maggio 2024, con la quale il Sindaco del Comune di Vigevano ha dichiarato inabitabile il predetto alloggio ordinando contestualmente lo sgombero immediato dello stesso per carenza dei requisiti igienici per l’abitabilità di cui al Regolamento Locale di Igiene (Deliberazione Giunta Regione Lombardia n. 4/45266 del 25 luglio 1989), unitamente agli atti ivi richiamati, tra cui il verbale di sopralluogo eseguito, in data 29 aprile 2024, dall’ATS di Pavia – Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria – SC Igiene Sanità Pubblica Salute Ambiente – Sede di Vigevano, Protocollo Generale n. -OMISSIS-del 14 maggio 2024; b) di tutti gli atti e/o provvedimenti, allo stato non conosciuti, riguardanti la ricorrente in relazione all’unità immobiliare indicata nell’ordinanza sindacale oggetto della impugnazione, con riserva di proporre motivi aggiunti di impugnativa avverso gli stessi a seguito dell’integrale conoscenza dei medesimi; c) di tutti gli atti presupposti, preparatori, conseguenti e comunque connessi se ed in quanto lesivi dei diritti e degli interessi dell’odierna ricorrente.

Giustizia amministrativa202402035

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale di dichiarazione di inabitabilità e contestuale sgombero immediato di un alloggio per carenza dei requisiti igienici di abitabilità

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’ordinanza sindacale del 23 maggio 2024, notificata il 24 maggio 2024, con cui il Sindaco del Comune di Vigevano ha dichiarato inabitabile l’alloggio e ne ha ordinato lo sgombero immediato per carenza dei requisiti igienici previsti dal Regolamento Locale di Igiene, sulla base anche del sopralluogo dell’ATS di Pavia del 29 aprile 2024. Sono stati impugnati altresì gli atti richiamati, presupposti, preparatori, conseguenti e connessi, nonché gli atti non conosciuti con riserva di motivi aggiunti. Il testo dell’ordinanza non riporta i singoli motivi di illegittimità dedotti nel ricorso.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito della controversia. Ha disposto incombenti istruttori ai sensi degli articoli 63, 65, 84, comma 4, e 85 c.p.a. La ricorrente deve dichiarare motivatamente, entro il 6 maggio 2026, se permane l’interesse alla decisione nel merito, aggiornare la situazione della vicenda, comunicare eventuali fatti o atti sopravvenuti e precisare se ritenga necessaria ulteriore istruttoria. Il Comune deve fornire chiarimenti documentati e aggiornati sui fatti, indicando in particolare eventuali sopravvenienze o provvedimenti rilevanti per la permanenza dell’interesse o per l’esito del giudizio. Il TAR ha avvertito che l’inerzia della ricorrente rispetto alla richiesta di dichiarare la permanenza dell’interesse potrà comportare la dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese, ai sensi degli articoli 64, comma 4, e 84, comma 4, c.p.a. È stata inoltre disposta la comunicazione dell’ordinanza alle parti e l’oscuramento dei dati identificativi della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 63 c.p.a.

    Base normativa per la disposizione degli incombenti istruttori necessari alla decisione.

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento dei poteri istruttori esercitati dal giudice.

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    Richiamato sia per gli incombenti istruttori sia per la possibile improcedibilità in caso di mancata dichiarazione sull’interesse alla decisione, con compensazione delle spese.

  • art. 85 c.p.a.

    Richiamato nell’ambito della disciplina processuale applicata all’ordinanza.

  • art. 64, comma 4, c.p.a.

    Richiamato per la possibilità di desumere dal comportamento processuale della parte elementi decisivi circa il venir meno dell’interesse alla decisione.

  • Regolamento Locale di Igiene della Regione Lombardia

    Parametro sostanziale richiamato nell’ordinanza sindacale per i requisiti igienici di abitabilità; il testo indica quale fonte la deliberazione della Giunta regionale n. 4/45266 del 25 luglio 1989.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento della disposizione di oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo necessita di aggiornare il quadro fattuale per decidere il ricorso o valutare la permanenza dell’interesse, può ordinare alle parti specifici incombenti istruttori, chiedendo al ricorrente di dichiarare motivatamente l’attualità dell’interesse e all’amministrazione di fornire chiarimenti documentati sulle sopravvenienze rilevanti.
  • L’inerzia della parte previamente sollecitata dal giudice a dichiarare la permanenza dell’interesse alla decisione può essere valutata come manifestazione implicita ma inequivoca di disinteresse attuale e condurre alla dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La verifica della permanenza dell’interesse alla decisione deve tenere conto dei fatti e degli atti sopravvenuti successivi alla proposizione del ricorso, acquisibili mediante chiarimenti aggiornati delle parti e, se necessario, mediante attività istruttoria.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniOrdinanze contingibili e urgentiIstruttoria processualeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaEnti locali e organizzazione amministrativaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOnere della prova e principio dispositivo

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