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Ordinanza

Ordinanza n. 1639/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601033

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento dello Sportello Unico per l’Immigrazione che ha rigettato l’istanza di conversione. Il diniego è stato motivato dall’inidoneità della documentazione relativa all’alloggio: la sistemazione indicata non risultava assistita da un contratto di locazione o comodato; l’attestato di idoneità alloggiativa rilasciato dal Comune era riferito a un immobile diverso da quello indicato nel preavviso di rigetto e non riportava la dicitura richiesta; inoltre, l’immobile risultava appartenere a un soggetto diverso dal datore di lavoro e la comunicazione di ospitalità prevista dall’art. 7 del d.lgs. 286/1998 non era stata resa dall’effettivo proprietario. Ai fini della decisione cautelare, il TAR ha ritenuto necessario verificare quale documentazione il ricorrente avesse trasmesso all’amministrazione in risposta al preavviso di rigetto o comunque prima dell’adozione del diniego, acquisendo la comunicazione PEC completa degli allegati e nel formato originale .eml.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito la legittimità del diniego né ha definito la domanda cautelare. Ha disposto un incombente istruttorio a carico del ricorrente, ordinandogli di depositare entro dieci giorni dalla notificazione o comunicazione dell’ordinanza la copia in formato .eml della ricevuta di consegna della PEC contenente la documentazione trasmessa all’amministrazione in risposta al preavviso di rigetto o comunque prima della notifica del provvedimento impugnato. La prosecuzione del giudizio cautelare è stata rinviata alla camera di consiglio del 14 ottobre 2026.

Norme richiamate

  • art. 7 d.lgs. 286/1998

    La disposizione è richiamata con riferimento alla comunicazione di ospitalità, ritenuta dall’amministrazione non accettabile perché non proveniente dall’effettivo proprietario dell’immobile.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme all’art. 52 del d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando, ai fini della decisione cautelare, sia controversa la documentazione trasmessa dal privato all’amministrazione prima dell’adozione del provvedimento, il giudice amministrativo può disporre un incombente istruttorio volto all’acquisizione della comunicazione PEC completa degli allegati e del relativo formato originale, rinviando la decisione cautelare a una successiva camera di consiglio.
  • L’ordine istruttorio può essere posto a carico della parte privata quando la verifica della tempestiva e integrale trasmissione della documentazione all’amministrazione sia necessaria per ricostruire il quadro fattuale rilevante ai fini del giudizio.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoIstruttoria processualeTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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