Sentenza n. 857/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale Ordinario di Brescia che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale Ordinario di Brescia, passata in giudicato, che aveva accertato il suo diritto all’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021 e aveva condannato il Ministero a consentire la generazione dei buoni spesa, per un importo di 500 euro per ciascuna annualità. Nel corso del giudizio il Ministero ha depositato una nota attestando che il gestore della procedura aveva accreditato nel borsellino elettronico del ricorrente l’importo riconosciuto dalla sentenza. Il ricorrente non ha contestato tale dichiarazione né ha svolto ulteriori attività processuali.
La decisione
Il TAR ha ritenuto che l’accredito nel borsellino elettronico costituisse esecuzione del giudicato e che la pretesa del ricorrente avesse trovato piena soddisfazione in sede amministrativa. La dichiarazione ministeriale, circostanziata e proveniente da un’amministrazione statale, è stata ritenuta attendibile; la mancata contestazione da parte del ricorrente ha ulteriormente confermato l’intervenuto adempimento. Venuta meno la posizione di contrasto tra le parti, il giudice non ha pronunciato sull’ulteriore oggetto della controversia e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Le spese sono state regolate secondo il principio della soccombenza virtuale: il Ministero è stato condannato a rimborsare cinque sesti delle spese, liquidati in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario; la restante parte è stata compensata in considerazione del tardivo ma collaborativo adempimento e dell’intervallo temporale tra il giudicato, la richiesta di pagamento, la notifica del ricorso e l’accredito.
Norme richiamate
artt. 112 e seguenti c.p.a.
Disciplinano il giudizio di ottemperanza per l’esecuzione delle decisioni giurisdizionali; il ricorso è stato promosso per ottenere l’attuazione del giudicato del giudice ordinario.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Quando, nel corso del giudizio, la pretesa è stata integralmente soddisfatta e viene meno la posizione di contrasto tra le parti, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
È la disposizione posta a fondamento del diritto del docente all’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione.
art. 6 D.P.C.M. 28 novembre 2016
Prevede i buoni spesa della Carta del docente, la cui generazione per 500 euro per ciascuna annualità era stata ordinata dal giudice ordinario.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’attestazione circostanziata dell’amministrazione sull’avvenuta esecuzione del giudicato può essere ritenuta sufficiente a dimostrare l’adempimento quando proviene dall’amministrazione competente, presenta elementi concreti e non è contestata dall’interessato.
- La piena soddisfazione della pretesa durante il giudizio di ottemperanza, con conseguente venir meno della posizione di contrasto tra le parti, comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
- In caso di cessazione della materia del contendere per adempimento tardivo dell’amministrazione, le spese possono essere liquidate secondo il principio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell’amministrazione che ha dato causa al giudizio; il successivo comportamento collaborativo può giustificarne la compensazione parziale.
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