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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49506/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Bernard è stato imputato del reato di cui all'art. 392 cod. pen. (esercizio arbitrario delle proprie ragioni mediante violenza sulle cose) per avere apposto catene e lucchetti alle porte di una porzione di baita a Cesana, impedendo l'accesso al nuovo proprietario Alberto Kiss (rogito del 18/12/2015). Il ricorrente ha dedotto: 1) travisamento dei fatti e violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza perché la Corte di appello lo ha qualificato come compossessore mentre dagli atti sarebbe emerso come possessore esclusivo; 2) mancato accertamento del dolo, sostenendo che la sostituzione dei lucchetti sarebbe avvenuta prima che egli conoscesse l'acquisto del bene e delle pretese del nuovo acquirente, con conseguente legittima azione conservativa.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di Cassazione ha ritenuto corretta la ricostruzione della Corte di appello che ha qualificato Bernard come compossessore della porzione centrale della baita (uso come deposito), valorizzando la sua stessa ammissione, la deposizione dell'agente immobiliare e la documentazione probatoria (visite con chiavi, sostituzione dei lucchetti e lettera inviata ai coniugi Kiss). Sulla base di tali fatti la sostituzione delle serrature e l'ordine impartito a terzi di impedire l'ingresso sono stati ritenuti idonei a integrare il reato di cui all'art. 392, poiché il compossessore non può ricorrere all'autotutela per escludere gli altri senza provvedimento giudiziario. La Corte ha inoltre respinto la censura relativa all'assenza del dolo, ritenendo che gli elementi probatori dimostrassero la finalità di impedire l'accesso ai promissari acquirenti. Conseguentemente il rigetto del ricorso comporta la conferma della condanna e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili, liquidate in Euro 6.000 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 392 cod. pen.

    Norma applicata per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni mediante violenza sulle cose; rileva quando chi, pur trovandosi nel possesso del bene, compie atti idonei a escludere altri possessori senza provvedimento dell'autorità giudiziaria

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 26741 del 18/09/2020

    Principio secondo cui il compossessore che sostituisce la serratura e nega la consegna della chiave all'altro compossessore commette il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni mediante violenza sulle cose

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 49760 del 27/11/2012 (Raimondi, Rv. 254185)

    Conferma del principio che l'autorità giudiziaria ha il potere esclusivo di risolvere le controversie possessorie quando l'interesse sia conteso, escludendo l'autotutela del compossessore

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 38061 del 17/04/2019 (Rango, Rv. 277365)

    Sul principio di correlazione tra accusa e sentenza: la diversa qualificazione della condotta è ammissibile se emersa dalle risultanze probatorie e l'imputato ha avuto la possibilità di esercitare la propria difesa

Massime di principio

  • La distinzione tra possesso esclusivo e compossesso è cruciale: il possessore esclusivo può in certo casi adottare atti di violenza manutentiva o reintegrativa, mentre il compossessore non può escludere gli altri mediante autotutela e deve rivolgersi all'autorità giudiziaria.
  • La sostituzione delle serrature e il divieto di accesso disposto a terzi possono integrare l'art. 392 quando siano diretti a ottenere il possesso esclusivo e non siano atti di mera conservazione del possesso precedente.
  • Per contestare una condanna in simili ipotesi è essenziale produrre prove documentali tempestive (es. titoli di possesso, atti che dimostrino il titolo esclusivo, datazione e autore della sostituzione dei lucchetti, comunicazioni scambiate con l'altro soggetto) e dimostrare l'assenza della consapevolezza dell'altrui pretesa al momento dell'azione.
  • Una diversa qualificazione fattuale proposta dalla difesa non è sufficiente per ottenere l'annullamento in Cassazione se la diversa ricostruzione non dimostra un vizio di diritto: la Suprema Corte controlla la correttezza dell'applicazione del diritto e la coerenza logico-probatoria delle conclusioni, non riesamina i fatti libero arbitrio.
  • In situazioni di contesa su accesso a immobile, elementi indiziari come lettere, ordini impartiti a terzi, visite documentate con chiavi e il ruolo dell'agente immobiliare sono particolarmente rilevanti per dimostrare volontà di escludere altri e quindi il dolo richiesto per l'art. 392.

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