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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32651/2023 del 26/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna per vizio di motivazione: il GIP ha dichiarato la continuazione fra i reati oggetto di due sentenze e ha fissato una pena complessiva (7 anni di reclusione, euro 5.000 di multa e 6 mesi di arresto) senza indicare la pena base né spiegare il calcolo degli aumenti per i reati satellite; inoltre si è lamentato che la pena dell'arresto è rimasta identica rispetto a quanto fissato dal giudice della cognizione, senza motivazione

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il provvedimento impugnato non rispettasse i principi consolidati in tema di reato continuato: il giudice non aveva indicato la pena base né motivato distintamente gli aumenti per ciascun reato satellite e, trattando una contravvenzione con pena di genere diverso, non aveva applicato correttamente il criterio della pena unica progressiva. Per tali carenze di motivazione la Corte ha annullato l'ordinanza e ha disposto il rinvio per nuovo esame al Tribunale di Messina, in diversa persona fisica

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata quale base dell'istanza di accertamento della continuazione: il giudice che determina la pena cumulativa deve motivare il calcolo degli aumenti per i reati posti in continuazione

  • art. 81 cod. pen.

    Principio secondo cui l'aumento di pena deve rispettare il rapporto di proporzione tra le pene e i limiti stabiliti dalla norma, evitando un surrettizio cumulo materiale

  • art. 135 cod. pen.

    Regola sulla congruità e conversione delle pene: quando gli aumenti riguardano reati con sanzioni di genere diverso, l'aumento detentivo deve essere ragguagliato a pena pecuniaria secondo i criteri previsti

  • Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone)

    Principio giurisprudenziale che richiede, nel reato continuato, l'indicazione della pena base e la motivazione distinta per gli aumenti relativi ai reati satellite, in rapporto alla loro entità

  • Sez. U, n. 40983 del 21/06/2018 (Giglia)

    Indirizzo secondo cui, nel concorso di reati con sanzioni eterogenee riconosciuta la continuazione, l'aumento per il reato satellite deve seguire il criterio della pena unica progressiva per moltiplicazione, rispettando il genere della pena e operando il ragguaglio a pena pecuniaria ove necessario

Massime di principio

  • Quando si dichiara la continuazione il giudice deve individuare la "pena base" (reato più grave) e motivare separatamente gli aumenti di pena per ciascun reato satellite; la semplice indicazione della pena complessiva senza il calcolo non è sufficiente
  • Gli aumenti per i reati satellite devono essere motivati in modo da consentire la verifica della proporzione tra le pene e il rispetto dei limiti dell'art. 81 c.p.; l'assenza di questa motivazione integra vizio che determina l'annullamento
  • Se tra i reati vi sono sanzioni di genere diverso (per es. reato e contravvenzione), l'aumento va calcolato secondo il criterio della pena unica progressiva per moltiplicazione e, se necessario, l'aumento detentivo va ragguagliato a pena pecuniaria conformemente all'art. 135 c.p.
  • Il giudice deve esplicitare il calcolo aritmetico (anche sintetico) adottato per passare dalle singole sanzioni alla pena complessiva; in mancanza la corte di cassazione annulla e rinvia per nuovo esame
  • In caso di annullamento per vizi di motivazione relativi alla determinazione della pena cumulativa, il rinvio va disposto a diverso magistrato per garantire l'obiettività del nuovo giudizio

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