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Sentenza

Sentenza n. 5537/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'annullamento della ordinanza di ingiunzione alla demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n.-OMISSIS-notificata in -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202300096

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di ingiunzione alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi di un manufatto su due livelli

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza con cui il Comune, ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. 380/2001, aveva ingiunto a lui e alle sorelle, quali proprietari, la demolizione e il ripristino di un manufatto su due livelli. Ha dedotto che l'ordinanza e il diniego di condono posto a suo presupposto non identificassero con precisione l'immobile e la sua consistenza; che fosse stato omesso il preavviso di rigetto e che non gli fosse stata richiesta documentazione integrativa, con conseguente lesione della partecipazione procedimentale; che mancassero un'adeguata motivazione sull'interesse pubblico e sull'affidamento e l'indicazione concreta del contrasto delle opere con i valori paesaggistici. Il provvedimento si inseriva nella vicenda di un condono presentato dal dante causa per tre corpi di fabbrica a uso deposito, mentre gli accertamenti avevano rilevato la successiva realizzazione ex novo di un manufatto su due livelli, con un piano rifinito a uso abitativo; per le opere era già in corso l'esecuzione penale di un distinto ordine di demolizione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d'interesse, senza esaminare nel merito i motivi di legittimità. Il Comune ha documentato che gli abusi oggetto dell'ordinanza erano stati integralmente rimossi in esecuzione della procedura penale di demolizione; l'annullamento non avrebbe quindi prodotto un'utilità concreta e attuale. Il ricorrente non aveva dichiarato di mantenere interesse all'accertamento dell'illegittimità ai fini risarcitori. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L'ordinanza ingiunge al ricorrente e alle sorelle, in qualità di proprietari, la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 di un manufatto su due livelli in via -OMISSIS-.

    La disposizione è indicata quale base dell'ingiunzione di demolizione e ripristino per l'abuso edilizio. Il TAR non ne esamina però i presupposti, poiché definisce il giudizio in rito.

  • art. 30 c.p.a.

    Tale sopravvenienza determina il venir meno dell’interesse all’annullamento della ordinanza gravata poiché alcun effetto utile potrebbe derivare al ricorrente dall’eventuale accoglimento del ricorso né questi ha dichiarato un interesse all'accertamento dell'illegittimità a fini risarcitori (A.P. n. 8 del 2022).

    Il passaggio richiama l'interesse all'accertamento dell'illegittimità ai fini risarcitori quale possibile ragione per mantenere interesse dopo il venir meno dell'utilità demolitoria; nel caso concreto tale interesse non era stato dichiarato.

Massime di principio

  • La rimozione integrale delle opere oggetto di un ordine di demolizione, intervenuta durante il giudizio, fa venir meno l'interesse all'annullamento quando l'eventuale accoglimento non può più procurare al ricorrente un'utilità concreta e attuale.
  • Dopo la sopravvenuta rimozione delle opere, l'interesse alla decisione può permanere in funzione risarcitoria se è stato dichiarato l'interesse all'accertamento dell'illegittimità ai fini del risarcimento; in mancanza, il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza d'interesse.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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