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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2825/2025 del 23/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Palermo per nuovo giudizio. La Corte ha chiarito che la procedura di "correzione" non può essere usata per sostituire integralmente la motivazione, poiché ciò costituisce una modifica essenziale dell'atto non ammissibile tramite correzione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza di condanna per resistenza a pubblico ufficiale lamentando la mancanza di motivazione. In particolare la Corte d'appello aveva materialmente sostituito la motivazione della sentenza relativa all'odierno imputato con la motivazione di una diversa decisione riguardante altri imputati (scambio con il procedimento n. 4620/2023 RGCA). Tale sostituzione era stata effettuata mediante un provvedimento di "correzione" (12.4.2024), soluzione che ha determinato la dedotta carenza di motivazione.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza: Sez.3, n. 7785 del 05/12/2013 (Bonanno), Rv. 258836

    Principio secondo cui la correzione è consentita solo per errori od omissioni che non determinano nullità, mentre la sostituzione integrale della motivazione integra una modificazione essenziale dell'atto e non è suscettibile di correzione

    La Corte ha interpretato che la procedura di correzione può eliminare soltanto vizi materiali o omissioni non sostanziali; la sostituzione totale della motivazione è un vizio essenziale che richiede l'annullamento e il rinvio.

Massime di principio

  • La procedura di "correzione" è ammessa solo per errori materiali o omissioni che non determinano nullità; non può mutare sostanzialmente il contenuto motivazionale di una sentenza.
  • La sostituzione della motivazione con quella riferibile ad altro procedimento costituisce vizio essenziale e porta all'annullamento della decisione e al rinvio per nuovo giudizio.
  • Se la motivazione è inesistente o sostituita in modo non conforme al procedimento, il rimedio competente è l'annullamento con rinvio, non un provvedimento di correzione.
  • In situazioni analoghe il ricorrente otterrà protezione se prova che l'errore ha inciso sull'integrità della motivazione; la Corte di merito dovrà celebrarne di nuovo il giudizio garantendo motivazione conforme al fascicolo processuale corretto.
  • Le corti devono garantire la corrispondenza formale e sostanziale fra il dispositivo e la motivazione: errori di deposito o scambio documentale che comportano una modifica essenziale dell'atto non sono sanabili mediante mera correzione.

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