Sentenza n. 475/2026 - L'aquila, Sezione 1
per l'ottemperanza da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito a Sentenza del Tribunale di Teramo, Giudice del Lavoro, n. 570/2023 - RG 1504/2023, notificata come per legge in data 23/11/2023, avente ad oggetto Bonus Carta del Docente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione, al momento della proposizione del ricorso, della sentenza del Tribunale di Teramo, Giudice del Lavoro, n. 570/2023, relativa all'assegnazione della Carta del Docente per quattro annualità, per complessivi euro 2.000,00
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato con cui il Tribunale di Teramo aveva condannato il Ministero all'assegnazione della Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, relativamente a quattro annualità, per complessivi euro 2.000,00. La sentenza era stata notificata al Ministero il 23 novembre 2023 e, secondo quanto accertato dal TAR, erano decorsi i 120 giorni previsti per l'esecuzione delle sentenze nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Nel corso del giudizio, il Ministero ha eseguito integralmente la pronuncia, nel gennaio 2026. La ricorrente ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, chiedendo tuttavia la condanna del Ministero alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché la pretesa della ricorrente è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio mediante l'esatta esecuzione del giudicato. Ai soli fini della regolazione delle spese, il Collegio ha esaminato virtualmente il merito e ha ritenuto fondato il ricorso: sussistevano il passaggio in giudicato della sentenza del Tribunale di Teramo, comprovato dalla certificazione di mancata impugnazione del 3 giugno 2025, e la condizione di procedibilità dell'azione esecutiva, derivante dalla notificazione della sentenza al Ministero il 23 novembre 2023 e dal decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Il Ministero è stato pertanto condannato a rifondere le spese di lite, liquidate in euro 1.200,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore della ricorrente dichiaratosi antistatario. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
La disposizione consente l'azione di ottemperanza per ottenere l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti giudiziari esecutivi nei confronti della pubblica amministrazione.
art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito nella l. 28 febbraio 1997, n. 30
L'azione esecutiva nei confronti della pubblica amministrazione è procedibile dopo la notificazione del titolo esecutivo all'amministrazione debitrice e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il giudicato, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere, poiché la pretesa azionata è stata pienamente soddisfatta.
- Anche dopo la sopravvenuta esecuzione del giudicato, il giudice può esaminare virtualmente la fondatezza del ricorso ai soli fini della regolazione delle spese di lite.
- L'azione di ottemperanza per una sentenza nei confronti di una pubblica amministrazione presuppone il passaggio in giudicato del titolo e, quando previsto, il perfezionamento della notificazione all'amministrazione debitrice e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni.
- La sopravvenuta esecuzione dell'obbligo giudiziale da parte dell'amministrazione, intervenuta dopo la proposizione del ricorso di ottemperanza, giustifica la condanna dell'amministrazione alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, se il ricorso risultava fondato al momento della sua proposizione.
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