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Sentenza

Sentenza del 11/05/2016 n. 9589 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava il diniego dello sgravio richiesto ai sensi dell’art. 12 della legge n. 289 del 2002. Il contribuente aveva versato solo la prima rata prevista dalla procedura agevolata e aveva omesso il pagamento della seconda rata, effettuando il saldo soltanto diversi anni dopo. La CTR aveva ritenuto che il pagamento incompleto o tardivo non facesse decadere automaticamente dal condono, applicando analogicamente le regole previste per altre forme di definizione agevolata. L’Amministrazione ha contestato tale interpretazione, sostenendo che l’art. 12 richiede il pagamento integrale e tempestivo dell’importo dovuto e non contiene alcuna clausola di salvaguardia per i pagamenti parziali o tardivi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Amministrazione, cassato senza rinvio la sentenza impugnata e deciso nel merito rigettando il ricorso introduttivo del contribuente. Ha affermato che la sanatoria prevista dall’art. 12 della legge n. 289 del 2002 si perfeziona esclusivamente con l’integrale e tempestivo pagamento dell’importo dovuto. L’omesso o tardivo pagamento anche di una rata successiva alla prima impedisce il perfezionamento del condono, senza che sia possibile applicare analogicamente le disposizioni più favorevoli previste per altre forme di condono. Le spese dei giudizi di merito sono state compensate, mentre il contribuente è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 3.500,00 oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Legge n. 289 del 2002, art. 12

    La definizione dei carichi avviene mediante il pagamento del 25% dell’importo iscritto a ruolo, oltre alle eventuali spese sostenute dal concessionario.

    La disposizione disciplina una forma di condono clemenziale applicabile ai carichi relativi a IRPEF e ILOR inclusi in ruoli emessi da uffici statali e affidati ai concessionari della riscossione entro il 31 dicembre 2000. La sanatoria si perfeziona soltanto con il pagamento integrale e tempestivo dell’importo dovuto; il pagamento parziale o tardivo delle rate successive alla prima esclude la definizione agevolata.

  • Legge n. 289 del 2002, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Le altre forme di condono previste dalla legge possono contenere regole che salvaguardano gli effetti della domanda nonostante pagamenti incompleti o tardivi. Tali regole non possono però essere applicate analogicamente all’art. 12, che presenta una disciplina autonoma e priva di una clausola di salvaguardia.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 3

    È stata invocata dall’Amministrazione per denunciare la violazione o falsa applicazione dell’art. 12 della legge n. 289 del 2002.

  • Codice di procedura civile, art. 384

    Ha consentito alla Corte di Cassazione, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere direttamente la causa nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata o un condono subordina espressamente il beneficio al pagamento integrale entro termini determinati, il mancato o tardivo pagamento anche di una sola rata può impedire il perfezionamento della sanatoria.
  • Le regole favorevoli previste per una specifica forma di condono non possono essere automaticamente estese ad altre procedure se la relativa norma non contiene una clausola di salvaguardia analoga.
  • La distinzione tra condono clemenziale e condono premiale è rilevante: nel condono clemenziale l’importo da versare è predeterminato e il beneficio dipende normalmente dal pagamento integrale, senza margini per conservare gli effetti della domanda in caso di adempimento incompleto.
  • Il pagamento del saldo effettuato molti anni dopo la scadenza non sana retroattivamente la decadenza, salvo che la normativa applicabile preveda espressamente tale possibilità.
  • In controversie analoghe occorre verificare attentamente il testo della specifica norma agevolativa, le scadenze delle rate, l’eventuale presenza di una clausola di salvaguardia e la prova documentale della corrispondenza tra pagamenti effettuati e debito oggetto della definizione.

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