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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38147/2025 del 24/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso riguardava il rigetto/inammissibilità dell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato presentata da Donato Marotta. La Corte d'appello aveva ritenuto l'istanza inammissibile perché l'istante non aveva indicato nell'istanza le singole voci di reddito ovvero i redditi dei singoli familiari che avevano concorso alla determinazione del reddito complessivo. Il difensore ha proposto ricorso con due motivi: (1) incompetenza/ nullità del provvedimento per essere stato deciso da un consigliere delegato anziché dal Presidente della Corte di appello (violazione delle condizioni di capacità del giudice); (2) violazione di legge per aver introdotto una causa di inammissibilità non prevista dalla normativa, pretendendo l'indicazione dei redditi singoli quando la legge richiede solo l'indicazione del reddito complessivo rilevante ai fini dell'ammissione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo (la delega a un consigliere è ammissibile se effettuata in conformità alla disciplina interna di ripartizione degli affari e alle tabelle di organizzazione; la censura era infondata e non risultava che la delega fosse stata conferita in violazione dei criteri tabellari). Ha, invece, accolto il secondo motivo: l'art. 79 D.P.R. n.115/2002 richiede l'indicazione del reddito complessivo e non l'indicazione analitica dei singoli redditi dei componenti del nucleo familiare; non è lecito creare una nuova causa di inammissibilità non prevista dalla legge. La Corte ha sottolineato che le verifiche sulla veridicità della dichiarazione possono essere svolte dall'ufficio finanziario o Guardia di Finanza sulla base dei dati anagrafici e dei codici fiscali forniti, senza pretendere la distinta indicazione dei redditi. Pertanto il provvedimento impugnato è stato annullato e la causa rinviata per nuovo giudizio al Presidente della Corte d'appello di Salerno.

Norme richiamate

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 99

    Disciplina il ricorso avverso il provvedimento di rigetto o inammissibilità dell'istanza di ammissione al patrocinio; la competenza è funzionale al Presidente dell'ufficio cui appartiene il magistrato che ha emesso il provvedimento, e tale competenza può essere delegata se la delega è conforme alla distribuzione interna degli affari e alle tabelle di organizzazione.

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 79

    Stabilisce il contenuto dell'istanza di ammissione: è richiesta l'indicazione delle generalità, dei codici fiscali e una dichiarazione sostitutiva che attesti la sussistenza delle condizioni di reddito con la specifica determinazione del reddito complessivo; non impone l'indicazione analitica dei singoli redditi dei componenti del nucleo familiare.

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 76

    Definisce la soglia di reddito per l'ammissione e prevede che, se l'istante convive con coniuge o altri familiari, il reddito rilevante è la somma dei redditi conseguiti dai componenti, con eventuale maggiorazione prevista dall'art. 92; non prescrive l'elenco analitico dei singoli redditi nell'istanza.

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 92

    Prevede l'elevazione dei limiti di reddito per ogni familiare convivente; richiamato per la determinazione del reddito complessivo ma non per imporre l'indicazione analitica dei singoli redditi nell'istanza.

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 96 comma 2

    Consente al magistrato di trasmettere l'istanza e la dichiarazione sostitutiva alla Guardia di Finanza per le necessarie verifiche, dimostrando che le verifiche sulla veridicità possono essere svolte con i dati anagrafici e i codici fiscali senza richiedere l'indicazione dei singoli redditi.

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 98

    Prevede la trasmissione all'ufficio finanziario della documentazione utile per eventuali verifiche dopo l'ammissione, ribadendo la possibilità di accertamenti basati sui dati anagrafici e fiscali.

  • D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, art. 170 (richiamato) e art. 15 d.lgs. 1 settembre 2011 n. 150

    Richiamati nella giurisprudenza in tema di delega del capo dell'ufficio e della trattazione monocratica/delegabile di opposizioni: la competenza dei capi d'ufficio è delegabile se la delega è conforme alle tabelle organizzative e a criteri generali e predeterminati.

  • art. 178 cod. proc. pen. (comma 1 lett. a e c)

    Regola i vizi concernenti la capacità del giudice; l'incompetenza funzionale può determinare nullità del provvedimento se la distribuzione degli affari è violata 'extra ordinem' o se si elude il principio del giudice naturale.

  • art. 46 D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445

    Regola la dichiarazione sostitutiva di certificazione che l'interessato è tenuto a rendere, richiamata come forma della dichiarazione attestante le condizioni di reddito.

  • art. 24 Costituzione

    Richiamato per il principio che il beneficio del patrocinio a spese dello Stato è strumentale all'effettività del diritto di difesa; le cause di inammissibilità devono essere interpretate restrittivamente.

  • Regio Decreto 30 gennaio 1941 n. 12, art. 104

    Richiamato a fondamento storico/organizzativo della legittimità della supplenza e della delega nell'assegnazione delle funzioni presidenziali; utilizzato per argomentare che la delega è legittima se ancorata a criteri oggettivi e predeterminati (tabelle di organizzazione).

Massime di principio

  • La competenza del Presidente del Tribunale o della Corte d'appello a decidere sulle opposizioni ex art. 99 D.P.R. n.115/2002 è funzionale e può essere delegata a giudici dell'ufficio, purché la delega sia conforme alle tabelle di organizzazione e alla disciplina interna di ripartizione degli affari; l'assenza di una delega conforme può integrare nullità solo se l'assegnazione risulti 'extra ordinem' e finalizzata a eludere il principio del giudice naturale.
  • L'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell'art. 79 D.P.R. n.115/2002, richiede l'indicazione del reddito complessivo e dei codici fiscali dei componenti della famiglia anagrafica; non è richiesta la distinta indicazione analitica dei singoli redditi dei familiari come condizione di ammissibilità.
  • Le cause di inammissibilità devono essere interpretate restrittivamente, soprattutto quando incidono sul diritto fondamentale alla difesa: non è ammesso creare cause di inammissibilità non previste espressamente dalla legge.
  • Per verificare la veridicità delle dichiarazioni reddituali l'amministrazione giudiziaria può utilizzare i dati anagrafici e i codici fiscali per richiedere accertamenti all'ufficio finanziario o alla Guardia di Finanza; ciò riduce la necessità di richiedere nell'istanza dati analitici sui singoli redditi.
  • Se si contesta la legittimità della delega del Presidente, il gravame deve dimostrare che la delega è stata conferita in contrasto con le tabelle di organizzazione o con criteri generali: la mera presenza di una decisione pronunciata da giudice diverso dal Presidente non è sufficiente a decretarne la nullità.

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