Sentenza n. 7130/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6
per la riforma: della sentenza in forma semplificata del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio - Sezione staccata di Latina (Sezione Seconda) n. 00345/2026, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio - Latina, Sez. II, n. 345/2026, relativa all’autorizzazione tacita per il progetto della società di telecomunicazioni
Esito
Favorevole al resistente (operatore di telecomunicazioni)
Prevale il privato
La controversia
Il Comune di Sgurgola ha appellato la sentenza semplificata del TAR Lazio - Latina che aveva deciso il ricorso concernente l’autorizzazione tacita e il progetto presentato dalla società operatrice di telecomunicazioni. Nel corso del giudizio d’appello, la società ha dichiarato di rinunciare all’istanza e al relativo progetto, nonché all’autorizzazione tacita e agli effetti della sentenza impugnata. All’udienza del 24 settembre 2026 il Comune si è opposto alla rinuncia e ha chiesto una decisione nel merito.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza di primo grado e ha dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso introduttivo, con conseguente improcedibilità dell’appello. Ha ritenuto che la rinuncia della società all’autorizzazione facesse venir meno l’interesse alla decisione: in forza del principio dispositivo, la parte che ha proposto il ricorso può manifestare, fino a quando la causa è trattenuta in decisione, la sopravvenuta mancanza di interesse e rinunciare all’azione; il giudice deve prenderne atto e non può sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. L’opposizione del Comune e la richiesta di decisione nel merito non hanno impedito la declaratoria. Spese del doppio grado compensate per la peculiarità della vicenda, caratterizzata da plurimi pronunciamenti cautelari.
Massime di principio
- In applicazione del principio dispositivo, la parte ricorrente può, fino a quando la causa è trattenuta per la decisione, dichiarare di non avere più interesse alla decisione e rinunciare espressamente al ricorso; il giudice deve prenderne atto dichiarando l’improcedibilità e non può procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
- La rinuncia all’autorizzazione oggetto della controversia determina il venir meno dell’interesse alla decisione e comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse; in appello, ciò può condurre alla riforma della sentenza di primo grado e alla conseguente improcedibilità dell’appello.
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