Sentenza del 22/01/2020 n. 212 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
IRES - avviso di accertamento - indagine - conti correnti - soci non amministratori - è possibile. Ristretta compagine societaria - indagine - conti correnti - familiari - è possibile.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Accertamento IRES con indagine sui conti correnti bancari: l'ente impositore ha esteso l'indagine ai conti intestati a soci non amministratori e, in caso di ristretta compagine societaria, ai conti intestati a familiari dei soci. L'oggetto del contendere era la legittimità di tale estensione quando sussistono sospetti fondati che la società abbia partecipato ad operazioni soggettivamente inesistenti (es. fatture inesistenti o simulazione di operazioni tra soggetti collegati).
La decisione
Il giudice ha ritenuto legittima l'estensione dell'attività istruttoria ai conti correnti dei soci non amministratori e, in presenza di ristretta compagine societaria e di concreti e specifici indizi, anche ai conti dei familiari. Tale potere è ammesso purché l'indagine sia adeguatamente motivata, fondandosi su elementi concreti che giustifichino il collegamento tra i movimenti bancari e le operazioni oggetto di sospetto, e nel rispetto dei principi di proporzionalità e del diritto di difesa. Sono pertanto ammessi gli accertamenti bancari estesi, con l'osservazione che l'amministrazione deve indicare gli elementi che legittimano la deroga alla riserva di privata vita economica e il coinvolgimento dei terzi indagati.
Norme richiamate
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
L'art. 32 attribuisce all'Amministrazione finanziaria poteri di acquisizione dei dati bancari per finalità di accertamento fiscale; la norma è interpretata come abilità a richiedere informazioni anche su conti riferibili a terzi quando vi siano gravi indizi che quei conti siano rilevanti per la ricostruzione della base imponibile.
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR)
Norme del TUIR richiamate per il quadro impositivo dell'IRES; usate come fondamento per l'accertamento della corretta determinazione del reddito d'impresa e per contrastare operazioni soggettivamente inesistenti che alterino la base imponibile.
Principi di giurisprudenza tributaria
La giurisprudenza ammette l'estensione degli accertamenti bancari verso soggetti terzi (soci, familiari) purché l'Amministrazione fornisca specifiche indicazioni e indizi che colleghino i flussi finanziari alle operazioni fittizie; occorre bilanciare interesse pubblico alla repressione dell'evasione con la tutela della riservatezza e del diritto di difesa.
Massime di principio
- L'Amministrazione finanziaria può estendere l'indagine sui c/c a soci non amministratori se esistono indizi concreti che collegano i movimenti bancari alle operazioni societarie sospette.
- In presenza di ristretta compagine societaria, l'estensione dell'indagine ai conti dei familiari è ammessa quando vi sono fondati sospetti che i familiari siano stati utilizzati per occultare o trasferire i proventi di operazioni soggettivamente inesistenti.
- L'accertamento bancario esteso richiede sempre motivazione specifica: devono essere indicati elementi di fatto che giustifichino la rilevanza dei conti terzi ai fini dell'accertamento.
- Occorre rispettare il principio di proporzionalità: l'indagine deve essere limitata a quanto necessario per accertare le operazioni sospette e non può costituire una perquisizione fiscale indiscriminata.
- È obbligatorio garantire il diritto di difesa del contribuente/terzi: i dati bancari acquisiti devono poter essere contestati e ricondotti al processo di emersione della base imponibile.
- L'accesso ai dati bancari è compatibile con la tutela della riservatezza solo se sussistono specifici indizi di evasione; la mera appartenenza a una compagine familiare o societaria non è, di per sé, sufficiente senza elementi integrativi.
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