Sentenza del 22/01/2020 n. 7 - Comm. Trib. Prov. Bologna
Regime Agevolativo art. 148 T.U.I.R. - Associazioni
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia verteva sul riconoscimento del regime agevolativo di "decommercializzazione speciale" ex art. 148 T.U.I.R. da parte dell'associazione ricorrente. L'Amministrazione aveva negato il beneficio sostenendo che lo statuto dell'associazione non riportava le specifiche clausole richieste e non era redatto nelle forme previste dal comma 8 dell'art. 4 del D.P.R. n. 633/1972 (atto pubblico, scrittura privata autenticata o registrata).
La decisione
Il Giudice ha ritenuto che per beneficiare del regime agevolativo previsto dall'art. 148 T.U.I.R. le associazioni devono conformarsi alle condizioni previste dalla normativa fiscale, ivi comprese le clausole statutarie previste dal comma 8 dell'art. 4 del D.P.R. n. 633/1972, e che tali clausole devono risultare nello statuto redatto nella forma richiesta. In mancanza di tali elementi lo status agevolativo viene negato. Pertanto il ricorso dell'associazione è stato respinto e la decisione dell'Amministrazione confermata.
Norme richiamate
Art. 148 T.U.I.R.
Stabilisce il regime fiscale agevolato (decommercializzazione) per determinate attività svolte da enti non commerciali; l'applicazione del regime è subordinata alla sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa e dalla regolamentazione connessa.
D.P.R. n. 633/1972, art. 4, comma 8
Impone l'inserimento, nello statuto redatto in forma di atto pubblico, scrittura privata autenticata o registrata, di specifiche clausole per identificare le attività e le modalità che legittimano il trattamento fiscale agevolato; l'assenza o la forma non idonea dello statuto impedisce il riconoscimento della decommercializzazione speciale.
Massime di principio
- Per ottenere il regime di decommercializzazione ex art. 148 T.U.I.R. l'associazione deve dimostrare il rispetto formale e sostanziale dei requisiti statutari richiesti dalla normativa fiscale.
- Lo statuto deve contenere le clausole previste dal comma 8 dell'art. 4 del D.P.R. n. 633/1972 e deve essere redatto nelle forme richieste (atto pubblico, scrittura privata autenticata o registrata); statuti redatti informalmente o privi delle clausole previste espongono al diniego del beneficio.
- La semplice volontà dell'ente non è sufficiente: è necessaria la documentazione statutaria che consenta di verificare preventivamente la compatibilità delle attività con il regime agevolativo.
- In caso di modifiche statutarie, è consigliabile procedere con le forme pubbliche/autenticate e provvedere alla tempestiva registrazione/trasmissione all'Amministrazione fiscale per evitare contestazioni retroattive.
- Se si contestano provvedimenti dell'Amministrazione che negano il beneficio per vizi formali dello statuto, la giurisprudenza tende a privilegiare la certezza del dato formale: la regolarizzazione successiva non sempre è sufficiente a sanare pretese impositive relative a periodi precedenti.
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