Cassazione Penale, Sentenza n. 26415/2022 del 08/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale (in qualità di amministratore della societa' fallita Gruppo R&D Costruzioni). Il ricorrente articolava due motivi principali: (1) violazione di legge e vizi di motivazione relativi all'accertamento della distrazione di somme e alla presunta inversione dell'onere della prova, contestando la ricostruzione dei presunti ammanchi (importi di circa 4.000; 122.000; 70.000; 33.000; 400.000 euro) e sostenendo che la responsabilita' derivasse dal consulente della societa' e non dall'amministratore; e censurando la qualificazione della bancarotta documentale dato che la contabilità sarebbe stata tenuta da terzi; (2) violazione di legge e vizi di motivazione circa la determinazione della pena, lamentando anche la diversita' di trattamento rispetto al coimputato Mariano Ramilli che aveva patteggiato.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui la bancarotta fraudolenta per distrazione richiede l'accertamento della previa disponibilita' dei beni da parte dell'imprenditore e che il mancato rinvenimento, in mancanza di giustificazione, puo' costituire presunzione di distrazione. Ha ritenuto che le censure del ricorrente fossero manifestamente infondate: i giudici di merito hanno motivato adeguatamente la loro ricostruzione circa i prelievi in contanti, gli artifici contabili, la sproporzione di pagamenti e la mancata documentazione di operazioni; il ruolo del consulente non esclude la responsabilita' dell'amministratore. Anche la critica sulla quantificazione della pena e sul confronto con il patteggiamento del coimputato e' stata ritenuta infondata, essendo le valutazioni di specifica competenza del giudice di merito e del rito speciale. Conseguentemente il ricorso e' stato dichiarato inammissibile; il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
decreto-legge 28/10/2020, n.137, art.23, comma 8 (convertito, con modificazioni)
richiesta di discussione orale ex art. 23, comma 8, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137
Ordine procedurale: il difensore ha chiesto la discussione orale prevista dalla norma e la Corte ha dato atto della relativa richiesta; si tratta di mera indicazione procedurale senza incidenza sulla decisione di merito.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
limiti di cui all'art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Limiti di impugnazione in cassazione: il ricorso e' stato articolato nei limiti procedurali richiesti dall'articolo, con indicazione dei motivi ammessi.
art. 87, comma 3, legge fallimentare
art. 87, terzo comma, I. fall.
Attribuisce al fallito l'obbligo di verita' circa la destinazione dei beni di impresa al momento dell'interpello del curatore; giustifica la 'sollecitazione' al fallito di fornire spiegazioni sulla sorte dei beni non rinvenuti.
art. 192 cod. proc. pen.
Principio di valutazione della prova: la risultanza probatoria deve essere valutata dal giudice (anche nel silenzio del fallito) con verifica dell'intrinseca attendibilita' secondo i consueti parametri di scrutinio.
art. 2710 cod. civ.
Riferimento alla qualita' probatoria del corredo documentale societario: la Corte precisa che, in tema di bancarotta, non e' automatica la presunzione di prova derivante dagli atti societari e che occorre valutare l'attendibilita' intrinseca.
Massime di principio
- Per la bancarotta per distrazione e' necessario accertare che i beni mancanti fossero previamente nella disponibilita' dell'imprenditore; il semplice mancato rinvenimento costituisce presunzione di distrazione solo se il fallito non fornisce giustificazioni attendibili.
- La mancata contabilizzazione, i prelievi in contanti non giustificati, gli artifici contabili e la sproporzione tra corrispettivo e servizio possono legittimamente essere valutati dal giudice come indizi della distrazione o di operazioni fittizie.
- L'affidamento della contabilità a consulenti o tecnici non esclude la responsabilita' dell'amministratore: la posizione di garanzia dell'imprenditore lo pone in obbligo di verita' e di rendiconto verso i creditori.
- Le critiche di merito (valutazione della congruita' delle prove, apprezzamento della credibilita') sono in linea di principio esperibili con difficolta' in sede di legittimita' se la motivazione di merito e' logica e coerente; la Corte di cassazione verifica la correttezza del ragionamento giuridico e la coerenza della motivazione, non rivaluta i fatti.
- La diversita' di sanzione rispetto a coimputati che hanno patteggiato non e' di per se indice di vizio, poiche' il patteggiamento comporta valutazioni e benefici specifici che possono giustificare un diverso trattamento sanzionatorio.
- Un ricorso per cassazione privo di specificita' o che non mette in evidenza errori giuridici o vizi di motivazione idonei a rimuovere la decisione e' destinato a essere dichiarato inammissibile e a comportare condanna alle spese e, se del caso, ammenda.
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