Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22554/2023 del 24/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale della Libertà di Reggio Calabria che aveva confermato la misura cautelare adottata dal GIP: Salvatore Francesco Pennestrì contestava la nullità per mancata comunicazione dell'udienza al nuovo difensore nominato, la carenza di gravità indiziaria rispetto al fatto che l'assistente Ruggeri non avrebbe redatto relazione identificativa e che le videoriprese difensive sarebbero state trascurate, e la sproporzione della custodia in carcere rispetto agli arresti domiciliari disposti per il cugino; Cristian Pennestrì deduceva l'assenza di specifica e concreta attribuzione della disponibilità materiale dell'arma a suo carico (violazione degli artt. 273 c.p.p. e 110 c.p.), nonché vizio di motivazione, richiamando filmati che avrebbero dimostrato il suo arrivo sul posto contestualmente o dopo la Polizia rendendo implausibile una compartecipazione attiva nella detenzione dell'arma.

La decisione

Per Salvatore Francesco Pennestrì il ricorso è stato dichiarato inammissibile: la Corte ha ritenuto regolare l'avviso di udienza effettuato al difensore nominato e poi revocato, ha ritenuto non infondati i gravi indizi tenendo conto delle risultanze investigative (osservazione diretta dell'assistente Ruggeri, assenza di elementi a sostegno delle giustificazioni difensive, inaffidabilità delle telecamere per sfasature orarie), e ha condiviso la necessità della misura cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione. Per Cristian Pennestrì il ricorso è stato accolto: la Corte ha rilevato che non sussistevano elementi idonei a dimostrare una concreta disponibilità materiale dell'arma da parte dell'indagato (la mera presenza, nervosismo o tolleranza non sono sufficienti), ha annullato senza rinvio l'ordinanza nei suoi confronti e disposto l'immediata liberazione se non detenuto per altra causa. Sono state disposte comunicazioni all'ufficio competente; Salvatore è stato condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 178 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamata nel contesto delle nullità processuali: la Corte ha ritenuto che l'avviso di udienza notifica al difensore nominato e successivamente revocato fosse sufficiente, escludendo nullità per mancata comunicazione al difensore nominato dopo la notifica

  • art. 2194, comma 4 cod. proc. pen.

    Citato tra le norme processuali a pena di nullità indicate dal ricorrente; la Corte non ha ritenuto sussistente il vizio dedotto in relazione alla notifica dell'udienza

  • art. 390, comma 2 cod. proc. pen.

    Riferimento normativo alle forme di impugnazione e alle ipotesi di nullità; la Corte ha valutato i presunti profili di nullità e li ha disattesi

  • art. 391, comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamato tra le norme processuali contestate dal ricorrente in ordine alla possibilità di dedurre nullità e difesa; la Corte ha ritenuto che non ricorressero effetti invalidanti

  • art. 606 lett. c) cod. proc. pen.

    Norma di cassazione che disciplina i motivi di impugnazione per violazione di legge o per vizi motivazionali; la Corte ha valutato i motivi secondo tale parametro e ha dichiarato inammissibile o infondati quelli di Salvatore

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Norma sulla gravità indiziaria; invocata dal ricorrente Cristian per sostenere l'insufficienza degli elementi specifici a suo carico: la Corte ha richiamato il principio che la gravità indiziaria richiede elementi "gravi, precisi e concordanti" riferibili alla condotta del singolo

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sul concorso di persone nel reato; la Corte ha interpretato che per il concorso nella detenzione di armi occorre che ciascun compartecipe abbia la disponibilità materiale dell'arma, non basandosi su mera tolleranza o coabitazione

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per le comunicazioni conseguenti all'annullamento della misura (segnalazioni al procuratore generale), la Corte ha disposto l'invio degli atti per i competenti adempimenti

Massime di principio

  • La nomina di un nuovo difensore successiva a una regolare notifica al precedente non crea automaticamente nullità per mancata comunicazione dell'udienza: l'onere di informare il difensore spetta all'imputato salvo specifiche disposizioni diverse
  • Un motivo che si risolve in una richiesta di rivalutazione del materiale probatorio è spesso inammissibile se mira solo a contestare le valutazioni del giudice del merito senza indicare un vizio logico-giuridico specifico
  • La gravità indiziaria richiede elementi gravi, precisi e concordanti riferiti alla condotta specifica del singolo indagato; non è sufficiente la presenza nel luogo del rinvenimento dell'oggetto o la semplice conoscenza della sua esistenza
  • Per il reato di detenzione di arma clandestina in concorso ciascun concorrente deve avere una "disponibilità materiale" dell'arma tale da potervi disporre in qualsiasi momento; la mera tolleranza, nervosismo o coabitazione non bastano a fondare la responsabilità concorsuale
  • Se mancano prove della partecipazione attiva o della disponibilità materiale dell'arma nei confronti di un indagato, il giudice può annullare la misura cautelare senza rinvio e disporre la liberazione immediata
  • La proporzionalità della misura cautelare va valutata caso per caso: la presenza di precedenti, la pericolosità dell'arma (clandestina) e i collegamenti con contesti criminali possono giustificare misure più afflittive, mentre condizioni personali e di salute possono giustificare misure meno afflittive
  • Le immagini di videosorveglianza possono essere valorizzate solo se attendibili (assenza di sfasature orarie o altri elementi che ne compromettano l'affidabilità); la loro mera produzione non annulla automaticamente le risultanze contrarie dell'attività di polizia

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.