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Sentenza

Sentenza n. 4810/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento della Prefettura di Caserta del 27/06/2025, notificato al domicilio digitale eletto in data 01/10/2025, di revoca del nulla osta al lavoro subordinato P-CE/L/Q/2023/100960 rilasciato in data 01/05/2023 e di ogni atto presupposto, connesso, e conseguenziale.

Giustizia amministrativa202506519

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta all’ingresso per lavoro subordinato rilasciato al cittadino straniero

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, deducendo di essere entrato regolarmente in Italia sulla base di un nulla osta efficace e di un visto di ingresso, e di avere successivamente reperito un’occupazione con datori di lavoro diversi da quello originario che aveva richiesto il nulla osta. L’originario datore di lavoro era risultato irreperibile e l’amministrazione aveva convocato tardivamente le parti per la stipula del contratto di soggiorno. Il ricorrente sosteneva di avere agito in buona fede, di essersi attivato per adempiere agli obblighi previsti e di non poter subire le conseguenze delle irregolarità imputabili al datore di lavoro originario. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione degli artt. 4, 5, comma 5, e 24 del d.lgs. 286/1998, dell’art. 42, comma 2, del d.l. 73/2022, degli artt. 8-bis, 9 e 31 del d.P.R. 394/1999, degli artt. 22 e 24-bis del d.lgs. 251/2007, delle circolari ministeriali richiamate, nonché dell’art. 8 CEDU in relazione agli artt. 2 e 117 Cost.; ha inoltre dedotto difetto di motivazione e di istruttoria e irragionevolezza, invocando i principi di proporzionalità, ragionevolezza e favor lavoratoris. Il Ministero ha eccepito il difetto di legittimazione, sostenendo che l’impugnazione avrebbe dovuto essere proposta dal datore di lavoro richiedente il nulla osta, e ha chiesto il rigetto nel merito.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione di inammissibilità, ritenendo evidente l’interesse del lavoratore straniero, già entrato e occupato in Italia, a impugnare la revoca del nulla osta, poiché tale atto incide sulla sua possibilità di permanere legittimamente sul territorio nazionale. Nel merito, il ricorso è stato accolto. Il giudice ha valorizzato la buona fede del lavoratore, l’ingresso regolare in Italia, l’assunzione da parte di un diverso datore di lavoro durante il periodo di efficacia del nulla osta, l’effettiva occupazione documentata e il positivo inserimento nella vita economica e sociale. Non possono essere automaticamente imputate al lavoratore le irregolarità o le inadempienze del datore di lavoro originario. L’amministrazione non può applicare in modo automatico e meccanicistico la revoca, ma deve valutare la sopravvenienza costituita dal reperimento di un’effettiva occupazione prima della revoca e verificare la possibilità di rilasciare un titolo di soggiorno coerente con la situazione concretamente maturata, anche considerando il ritardo nella convocazione per la stipula del contratto di soggiorno e nelle verifiche amministrative. Il provvedimento di revoca è stato pertanto annullato. Le spese di lite sono state compensate in ragione delle peculiarità della controversia e dell’esistenza di orientamenti giurisprudenziali non univoci.

Norme richiamate

  • artt. 4, 5, comma 5, e 24 d.lgs. 286/1998

    Le disposizioni sono state invocate dal ricorrente in relazione alla legittimità del nulla osta, alla posizione di soggiorno e alla revoca adottata dall’amministrazione.

  • art. 42, comma 2, d.l. 73/2022

    La disposizione è stata invocata dal ricorrente tra le norme asseritamente violate dal provvedimento di revoca.

  • artt. 8-bis, 9 e 31 d.P.R. 394/1999

    Le disposizioni regolamentari sono state invocate con riferimento alla procedura di ingresso e soggiorno per lavoro subordinato.

  • artt. 22 e 24-bis d.lgs. 251/2007

    Le disposizioni sono state richiamate dal ricorrente tra le norme asseritamente violate.

  • art. 8 CEDU

    Il ricorrente ha invocato la tutela della vita privata e familiare in relazione alla revoca del nulla osta e alle conseguenze sulla permanenza in Italia.

  • artt. 2 e 117 Cost.

    Le disposizioni costituzionali sono state richiamate in collegamento con l’art. 8 CEDU.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La norma è stata richiamata per disporre l’oscuramento delle generalità della parte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono state richiamate, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Il lavoratore straniero già entrato e occupato in Italia ha un interesse concreto e attuale a impugnare la revoca del nulla osta al lavoro subordinato, anche se il nulla osta era stato richiesto dall’originario datore di lavoro.
  • Le irregolarità o le inadempienze imputabili al datore di lavoro originario non possono essere automaticamente poste a carico del lavoratore straniero che abbia agito in buona fede e si sia attivato per regolarizzare la propria posizione.
  • Quando, durante il periodo di efficacia del nulla osta e prima della sua revoca, il lavoratore straniero reperisce un’effettiva occupazione presso un diverso datore di lavoro, l’amministrazione deve valutare specificamente tale sopravvenienza e non può procedere alla revoca in modo automatico e meccanicistico.
  • Nella valutazione della legittimità della revoca devono essere considerati la buona fede del lavoratore, l’effettiva occupazione, il positivo inserimento economico e sociale e gli eventuali ritardi dell’amministrazione nella convocazione per la stipula del contratto di soggiorno e nelle verifiche.
  • Prima di revocare il nulla osta, l’amministrazione deve verificare, secondo proporzionalità e ragionevolezza, se la situazione concretamente maturata consenta il rilascio di un titolo di soggiorno coerente con l’effettiva condizione lavorativa del cittadino straniero.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaLegittimo affidamentoDiscrezionalità amministrativa e tecnicaLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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