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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34882/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva revocato l'indulto concesso a Trimboli (per anni 2, mesi 2, giorni 17 di reclusione). Il ricorrente contestava che la sentenza sopraggiunta, che giustificava la revoca, fosse in concreto ineseguibile in Italia in base al principio di specialità (art. 721 c.p.p.) perché non era stata concessa estradizione suppletiva e non sussistevano le condizioni equipollenti del comma 5 (lett. b) e c)). Inoltre prospettava che la pena interessata dall'indulto si riferisse a fatti diversi e anteriori rispetto a quelli per i quali era stata concessa l'estradizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato nei termini esposti. Ha affermato che la revoca dell'indulto è un effetto penale riconducibile direttamente alla legge e può essere pronunciata anche quando la sentenza sopraggiunta sia, in concreto, ineseguibile per mancanza di estradizione suppletiva: la revoca è una pronuncia ricognitiva che incide sull'esecuzione del beneficio e non costituisce esecuzione della condanna straniera. Tuttavia, la eseguibilità della pena derivante dalla revoca è soggetta al principio di specialità: se la pena riguarda fatti diversi e anteriori alla consegna, senza estensione dell'estradizione o altre condizioni alternative (consenso dell'estradato, mancato allontanamento entro 45 giorni oppure rientro volontario), non è possibile disporre l'esecuzione detentiva o includerla nel provvedimento di esecuzione di pene concorrenti. Nel caso concreto il giudice dell'esecuzione non aveva verificato né dichiarato l'eseguibilità della pena oggetto della revoca rispetto alle condizioni di cui all'art. 721 c.p.p.; perciò la Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla eseguibilità della pena di anni 2, mesi 2, giorni 17, pur confermando la revoca dell'indulto.

Norme richiamate

  • legge 31 luglio 2006, n. 241

    La disposizione è stata richiamata per definire la condizione che la sopraggiunta condanna a pena detentiva non inferiore a due anni rende possibile la revoca dell'indulto come effetto di legge

  • codice di procedura penale

    Articolo sul principio di specialità dell'estradizione: la Corte interpreta che il principio non impedisca la revoca di benefici (effetto ricognitivo della sentenza), ma limiti l'eseguibilità della pena detentiva risultante dalla revoca in assenza di estensione dell'estradizione o delle condizioni alternative previste dal comma 5

  • codice di procedura penale

    art. 721, comma 5, lett. b) e c)

    Individua le condizioni alternative che rendono eseguibile in Italia una condanna relativa a fatti anteriori e diversi da quelli per cui fu concessa l'estradizione (consenso dell'estradato, mancato allontanamento nei 45 giorni o rientro volontario); la loro assenza impedisce l'ordine di carcerazione derivante dalla revoca

  • codice di procedura penale

    Norma sul provvedimento di esecuzione di pene concorrenti: la Corte precisa che non è legittimo includere in tale provvedimento la pena risultante dalla revoca se questa non è eseguibile per effetto del principio di specialità

  • Convenzione europea di estradizione

    art. 14 (richiamata come esempio di limitazione convenzionale)

    Richiamata a titolo esemplificativo per sottolineare che trattati o clausole specifiche possono introdurre limiti alla procedibilità o all'esecuzione anche oltre il principio generale di specialità

Massime di principio

  • La revoca di benefici (es. indulto, sospensione condizionale) costituisce un effetto previsto dalla legge che può essere dichiarato anche se la sentenza sopraggiunta è ineseguibile per mancanza di estradizione suppletiva: la revoca è ricognitiva e incide sull'esecuzione del beneficio, non sull'esecuzione della condanna estera
  • Il principio di specialità non impedisce in via assoluta l'esercizio della giurisdizione italiana nei confronti della persona estradata, ma limita l'eseguibilità delle pene e l'adozione di misure restrittive della libertà personale in assenza di estensione dell'estradizione o delle condizioni alternative previste dall'art. 721 c.p.p.
  • Quando la pena interessata dalla revoca riguarda fatti diversi e anteriori a quelli per cui fu data l'estradizione, il giudice dell'esecuzione deve verificare e dichiarare espressamente l'eseguibilità della pena (controllando l'eventuale estensione dell'estradizione, il consenso dell'estradato, o il mancato allontanamento/ritorno nei termini previsti), altrimenti non può disporre l'ordine di carcerazione né includere la pena nella esecuzione di pene concorrenti
  • In presenza di clausole convenzionali o condizioni specifiche del singolo atto di estradizione, possono sussistere ulteriori limiti alla procedibilità o all'esecuzione; fuori di tali casi, è consentito il giudizio e provvedimenti in executivis che incidano sulla quantificazione delle pene, purché non si disponga l'esecuzione detentiva contraria al principio di specialità
  • Prassi consigliata per situazioni analoghe: il giudice che revoca un beneficio deve motivare separatamente la revoca e la valutazione sull'eseguibilità della pena oggetto della revoca, adottando misure coerenti con le eventuali limitazioni derivanti dall'estradizione o dai trattati

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