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Sentenza

Sentenza n. 13313/2026 - Roma, Sezione 4Q

per l'annullamento - del Decreto del Direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche n. 52 del 14 dicembre 2022 che ha determinato gli oneri di ripiano della spesa per dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 a carico della ricorrente (doc. 5 e 6); della comunicazione di avvio del procedimento (doc. 7); nonché di tutti gli atti e provvedimenti ad esso presupposti, connessi e conseguenziali, ivi comprese per quanto occorrer possa le seguenti delibere menzionate dal provvedimento regionale solo in parte messe a disposizione “DETERMINA DEL DIRETT ORE GENERALE ASUR n° 466 del 26 agosto 2019, con successiva rettifica n°706 del 14 novembre 2022; DETERMINA DEL DIRETTORE GENERALE Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti delle Marche n° 708 del 21 agosto 2019; DETERMINA DEL DIRETTORE GENERALE Azienda Ospedaliera Ospedali Riunti Marche Nord n° 481 del 22 agosto 2019; DETERMINA DEL DIRETTORE GENERALE Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico INRCA Ancona n° 348 del 11 settembre 2019” (doc. 5 pagg. 3 e ss. e doc.ti 9-16); - del Decreto del Ministero della Salute 6 luglio 2022 recante “Certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018” pubblicato in GU 15 settembre 2022 (doc. 1), nonché di tutti gli atti e provvedimenti ad esso presupposti, connessi e conseguenziali, ivi compreso per quanto occorrer possa l'Accordo ai sensi dell'articolo 9ter del decreto legge 19 giugno 2015 n. 78 tra Governo, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano sulla proposta del Ministero della salute di individuazione dei criteri di definizione del tetto di spesa regionale per l'acquisto di dispositivi medici e di modalità di ripiano per gli anni 2015-2016-2017 e 2018 Rep.Atti n. 181/CSR del 7 novembre 2019 (doc. 2), del Decreto del Ministero della Salute 6 ottobre 2022, pubblicato in GU n. 251 del 26 ottobre 2022, recante “Adozione delle linee guida propedeutiche all'emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018” (doc. 3), dell'intesa ai sensi della L. 142/2022 sul relativo schema assunta dalla Conferenza permanente in data 28 settembre 2022 (Rep.Atti n. 213/CSR) (doc. 4)

Giustizia amministrativa202302389

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto della Regione Marche che ha determinato a carico dell'impresa gli oneri di ripiano della spesa per dispositivi medici per gli anni 2015-2018, nonché gli atti statali presupposti relativi alla certificazione del superamento del tetto di spesa e alla disciplina del payback

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni sanitarie)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha impugnato il decreto regionale di determinazione degli oneri di ripiano per dispositivi medici relativi agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, la comunicazione di avvio del procedimento e gli atti presupposti e conseguenziali, nonché il decreto del Ministero della Salute del 6 luglio 2022, l'accordo Stato-Regioni del 7 novembre 2019, il decreto ministeriale del 6 ottobre 2022 e la relativa intesa della Conferenza permanente. Il testo della sentenza non riporta i singoli motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Nel corso del giudizio, la ricorrente ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, rappresentando di avere pagato alla Regione Marche una somma pari al 25 per cento dell'importo previsto e ritenendo così estinta l'obbligazione di rimborso del payback per gli anni 2015-2018. Il TAR ha rilevato che era stata prodotta soltanto la copia del bonifico, senza l'atto regionale di accertamento dell'avvenuto versamento. Considerate tale documentazione e le peculiarità della vicenda, il Collegio ha comunque ritenuto ragionevolmente desumibile la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito e ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state compensate, mentre il contributo unificato è stato posto a carico della ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento, il ricorrente rappresenta di avere adempiuto all'obbligazione derivante dall'atto impugnato e manifesta, anche mediante richiesta di definizione per cessata materia del contendere, il venir meno dell'interesse alla decisione, il giudice può dichiarare il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere desunta dal complessivo comportamento processuale della parte e dalla documentazione prodotta, anche quando non sia disponibile un formale atto dell'amministrazione che accerti l'avvenuto pagamento, purché gli elementi acquisiti consentano una ragionevole ricostruzione del venir meno dell'interesse alla pronuncia di merito.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàDisciplina professionale
RamiProcesso amministrativoSanità
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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