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Sentenza

Sentenza n. 5885/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento del silenzio inadempimento sulla richiesta visto di ingresso per motivi familiari;

Giustizia amministrativa202510515

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento sulla richiesta di rilascio di un visto di ingresso per motivi familiari

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto un'azione avverso il silenzio inadempimento dell'amministrazione sulla richiesta di visto di ingresso per motivi familiari. Prima della definizione nel merito, con atto depositato il 20 marzo 2026, ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità del ricorso, con rifusione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione univoca del ricorrente e applicando il principio dispositivo nonché l'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha inoltre ritenuto sussistente la carenza di giurisdizione sull'oggetto sostanziale della controversia, individuato nel rilascio del visto per motivi familiari, e ha disposto l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti. La sentenza è stata resa in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La norma è stata applicata per dichiarare l'improcedibilità del ricorso conseguente al sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 60 c.p.a.

    La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È stato disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati quali presupposti della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La dichiarazione univoca della parte ricorrente circa la sopravvenuta carenza di interesse impone al giudice amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito comporta l'improcedibilità dell'azione avverso il silenzio, anche quando il giudizio riguardi una richiesta di visto per motivi familiari.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseRiparto di giurisdizione

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