Sentenza n. 8166/2026 - Roma, Sezione 1T
per l'annullamento con tutti gli atti preordinati, conseguenziali, eventualmente successivi e comunque connessi, anche quelli allo stato non noti, rispetto ai quali si formula fin d'ora espressa riserva di proporre eventuali motivi aggiunti di ricorso a) dell'Atto dirigenziale n. 10 del 12 dicembre 2022 del Direttore del Dipartimento Promozione della Salute e del Benessere Animale della Regione Puglia, unitamente agli Allegati “A” e “B” nella parti relative alla società ricorrente per il 2017 e 2018 nonché all'Allegato “C”, che indica le modalità di pagamento; b) del Decreto del Ministro della Salute in concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze del 6 luglio 2022; c) del Decreto del Ministro della Salute del 6 ottobre 2022, con cui sono state adottate linee guida per l'emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di riparto del superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici per gli anni 2015-2018; d) per quanto occorrer possa, dell'atto 22/183/SR01/C2 della Conferenza Stato Regioni e Province autonome del 28 settembre 2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che l'adesione della ricorrente al meccanismo legislativo di risoluzione delle controversie sul payback ha fatto venire meno l'interesse alla decisione e che, in base al tenore letterale della legge richiamata, tale effetto processuale è qualificato come cessazione della materia del contendere. Le spese di lite sono state integralmente compensate per giustificati motivi.
Atto impugnato: Atto dirigenziale della Regione Puglia relativo al payback sui dispositivi medici per gli anni 2017 e 2018, nonché i decreti ministeriali e l'atto della Conferenza Stato-Regioni presupposti
Esito
La controversia
La società ricorrente, fornitrice di dispositivi medici al Servizio sanitario nazionale, aveva impugnato l'atto dirigenziale regionale che certificava il superamento del tetto di spesa per l'acquisto di dispositivi medici e determinava il relativo payback per gli anni 2017 e 2018, unitamente ai decreti ministeriali del 6 luglio 2022 e del 6 ottobre 2022 e all'atto della Conferenza Stato-Regioni del 28 settembre 2022, chiedendone l'annullamento con riguardo agli atti presupposti, conseguenziali e connessi. Dal testo non risultano specificamente esposti i singoli motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con memoria del 9 gennaio 2026, la società ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, avendo aderito al meccanismo di risoluzione delle controversie in materia di payback previsto dall'art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito con modificazioni dalla l. 8 agosto 2025, n. 118.
Norme richiamate
art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, conv. con mod. dalla l. 8 agosto 2025, n. 118
la cessazione della materia del contendere
Il meccanismo di risoluzione delle controversie in materia di payback cui la ricorrente ha aderito determina, secondo il giudice e il tenore letterale della legge, la cessazione della materia del contendere.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in epigrafe in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non attribuisce a tale disposizione uno specifico ruolo motivazionale.
Massime di principio
- L'adesione del ricorrente a un meccanismo legislativo di risoluzione delle controversie, quando la legge qualifica espressamente tale effetto, determina la cessazione della materia del contendere nel giudizio amministrativo relativo agli atti oggetto della controversia.
- Quando il giudizio viene definito per cessazione della materia del contendere a seguito dell'adesione a un meccanismo transattivo o definitorio previsto dalla legge, le spese possono essere compensate in presenza di giustificati motivi.
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