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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49/2025 del 02/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugna l'ordinanza di riesame che confermava il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di somme e beni (fino a 1.348.920 euro) disposti nei suoi confronti e di altri indagati. I motivi principali sono: (1) omessa/insufficiente motivazione circa il "periculum in mora" (esigenza anticipatoria) richiesto per il sequestro finalizzato alla confisca, con censura della confusione tra sequestro impeditivo e sequestro per equivalente e della mancata valutazione della mancanza di precedenti penali e della provenienza lecita di alcuni beni; (2) mancata motivazione specifica in ordine al sequestro del patrimonio personale, con riferimento particolare alla casa adibita ad abitazione civile (donata dai genitori nel 2023) e ad altri beni personali, sostenendo l'assenza di pertinenzialità e la tutela costituzionale e convenzionale dell'abitazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al profilo della sussistenza del "periculum in mora" riguardante i beni personali della ricorrente. Ha rilevato che il Tribunale ha confuso i due tipi di sequestro (impeditivo e finalizzato alla confisca per equivalente), ha equivocamente trattato insieme beni societari e personali e non ha fornito la motivazione richiesta dalle Sezioni Unite (sentenza "Ellade") circa l'esigenza anticipatoria: il giudice doveva spiegare perché non fosse possibile attendere la definizione del giudizio e quali concreti rischi di dispersione dei beni sussistessero. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza nella parte relativa alla sussistenza dell'esigenza cautelare e ha disposto il rinvio al giudice di merito affinché valuti nuovamente il periculum in mora attenendosi ai criteri indicati dalla giurisprudenza di legittimità (Ellade).

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    "comma 1 e comma 2; norma generale che disciplina il sequestro impeditivo e il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; il giudice 'può' e quindi non 'deve' adottare la misura"

    Il giudice deve motivare specificamente il periculum in mora quando dispone il sequestro previsto dal comma 2 finalizzato alla confisca; la norma ''può'' non impone un automatico sequestro solo perché la confisca è prevista dalla legge

  • art. 640-quater c.p.

    Norma sulla confisca per equivalente dei profitti del reato richiamata come titolo della misura cautelare: la confisca per equivalente mira a privare l'agente del vantaggio economico conseguito dal reato

  • art. 648-quater c.p.

    Richiamata come base normativa per il sequestro finalizzato alla confisca di somme e beni riconducibili al profitto del reato

  • art. 240 c.p.

    Richiamato nella giurisprudenza (sentenza Ellade) come disposizione sul regime della confisca e sui presupposti che giustificano il sequestro preventivo finalizzato alla confisca

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla ricorrente in relazione agli obblighi di motivazione del provvedimento cautelare; la Corte ha rilevato l'insufficienza motivazionale richiesta da tale principio in combinato con art. 321

  • artt. 2, 42, 47 Cost.

    Norme costituzionali evocate dalla difesa (tutela della funzione sociale della casa, principi del giusto processo e di proporzionalità) che il giudice dovrà tener conto nella valutazione della tutela degli interessi fondamentali quando decide su sequestri che colpiscono l'abitazione

  • art. 1 e 8 CEDU

    Diritti sovranazionali richiamati dalla difesa (protezione della proprietà e rispetto della vita privata/familiare) che devono essere considerati nella ponderazione degli interessi al momento di disporre misure ablative su beni personali sensibili

Massime di principio

  • Quando si dispone un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente il giudice deve motivare espressamente il "periculum in mora" (esigenza anticipatoria), spiegando perché non si possa attendere la definizione del processo e indicando rischi concreti di dispersione dei beni
  • La mera natura obbligatoria della confisca prevista dalla legge non obbliga automaticamente il giudice a disporre il sequestro preventivo: non esiste automatismo tra obbligo di confisca e obbligo di sequestro
  • Per la confisca per equivalente non è necessario il vincolo di pertinenzialità tra i beni sequestrati e il reato, ma resta imprescindibile provare il pericolo di dispersione prima della sentenza per giustificare il sequestro cautelare
  • Il giudice deve distinguere e non confondere i profili del sequestro impeditivo (ad es. su complessi aziendali) e del sequestro finalizzato alla confisca per equivalente su beni personali; la motivazione deve essere calibrata sulla natura dei beni (es. abitazione civile)
  • La tutela di beni sensibili come l'abitazione richiede particolare attenzione: il giudice dovrà valutare la disponibilità effettiva, l'origine dei beni (donazioni, acquisti leciti) e l'impatto sociale/familiare prima di disporre misure ablative, fornendo motivazione puntuale
  • La difesa deve invocare e documentare elementi che contrastino il pericolo di dispersione (prove di lecita provenienza, vincoli, destinazione della casa, assenza di condanne pregresse) e richiamare la giurisprudenza delle Sezioni Unite (es. sentenza Ellade) quando manca motivazione concreta

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