Cassazione Civile, Ordinanza n. 28444/2025 del 27/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
Una società che gestiva il servizio di trasporto ferroviario e automobilistico impugnava un avviso di accertamento ICI per l'anno 2009 emesso da un Comune, relativo a immobili intestati alla Regione Puglia e utilizzati dalla società in forza di un contratto "ponte" stipulato con la Regione per l'esercizio dei servizi di trasporto. Il giudice tributario regionale aveva ritenuto che, pur mancando un diritto reale in senso stretto, il rapporto fosse assimilabile a una concessione di beni demaniali e che, dopo la modifica normativa del 2000, anche il concessionario fosse soggetto passivo ICI. In cassazione la società deduceva, con il primo motivo, nullità della sentenza per motivazione apparente o omesso esame di fatto decisivo, lamentando che non fosse stato reso percepibile il fondamento della decisione sulla presunta concessione demaniale; con il secondo motivo denunciava violazione dell'art. 3 del d.lgs. n. 504/1992, sostenendo che il rapporto con la Regione fosse un rapporto obbligatorio di uso strumentale, non una concessione di aree demaniali, e dunque che mancasse il presupposto soggettivo dell'ICI.
La decisione
La Corte ha respinto il primo motivo, ritenendo che la sentenza di merito contenesse una motivazione sufficiente e controllabile, e ha accolto il secondo motivo. Ha quindi cassato la sentenza impugnata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, ha deciso nel merito accogliendo l'originario ricorso della contribuente contro l'avviso di accertamento ICI. Le spese dei gradi di merito e del giudizio di legittimità sono state integralmente compensate, in ragione del consolidarsi dell'orientamento giurisprudenziale in epoca successiva alla proposizione del ricorso.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
è il vizio corretto per denunciare l'omessa pronuncia o la nullità della sentenza per motivazione solo apparente, non potendo tale censura essere confusa con il vizio motivazionale
art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.
consente di denunciare l'omesso esame di un fatto decisivo discusso tra le parti, distinto dall'omessa pronuncia
art. 112 c.p.c.
la sua violazione si configura in caso di completa omissione della decisione su una domanda o eccezione
art. 1 del d.lgs. n. 504 del 1992
presupposto dell'imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli
il presupposto dell'ICI è il possesso in senso reale, non la mera disponibilità del bene
art. 3 del d.lgs. n. 504 del 1992
il proprietario di immobile... ovvero il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie
soggetti passivi ICI sono i titolari di diritti reali; il termine possesso va letto in coerenza con tale previsione
art. 18 della legge n. 388 del 2000
l'estensione ai concessionari di aree demaniali non consente di includere nel tributo rapporti meramente obbligatori o concessioni di servizio prive di concessione di bene demaniale
art. 1021 c.c.
il diritto d'uso è un diritto reale tipico che attribuisce il potere di servirsi della cosa e trarne i frutti nei limiti di legge
art. 1024 c.c.
il carattere personale dell'uso comporta il vincolo di incedibilità, ma non esclude la configurabilità del diritto reale in capo a una persona giuridica
art. 981 c.c.
il limite quantitativo dell'uso riguarda il percepimento dei frutti e la norma è richiamabile in via di analogia sistematica
art. 977 c.c.
richiama l'applicabilità, all'uso, delle regole dell'usufrutto compatibili con la natura del diritto
Massime di principio
- In materia di ICI, il soggetto passivo va individuato in base alla titolarità di un diritto reale sul bene; la mera disponibilità materiale o il godimento derivante da un rapporto obbligatorio non sono sufficienti a integrare il presupposto soggettivo del tributo.
- L'estensione normativa ai concessionari di aree demaniali non consente un'applicazione analogica a rapporti diversi, quali i contratti di servizio o le concessioni di uso strumentale di beni, quando manchi una vera concessione del bene demaniale.
- Per qualificare un rapporto come concessione di bene demaniale o come diritto reale d'uso occorre verificare il contenuto effettivo del titolo: se il bene è utilizzabile solo in funzione di un servizio determinato, senza piena e incondizionata disponibilità, il rapporto resta di natura obbligatoria.
- Il vizio di motivazione apparente sussiste solo quando la sentenza non consenta di ricostruire il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; se il ragionamento è percepibile e consente la critica in cassazione, il motivo è infondato.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 27 ott 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 28374/2025 del 27/10/2025
- ordinanza_civile · 27 ott 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 28376/2025 del 27/10/2025
- ordinanza_civile · 27 ott 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 28377/2025 del 27/10/2025
- ordinanza_civile · 27 ott 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 28378/2025 del 27/10/2025
- ordinanza_civile · 27 ott 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 28379/2025 del 27/10/2025
- ordinanza_civile · 27 ott 2025Cassazione Civile, Ordinanza n. 28382/2025 del 27/10/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →