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Sentenza

Sentenza n. 947/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n.-OMISSIS-/2023 della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202503352

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Mancata esecuzione di una sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, recante condanna all'attribuzione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docenti)

Prevale il privato

La controversia

Le ricorrenti hanno agito per l'esatta esecuzione del giudicato formatosi su una sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, notificata e munita di attestazione del passaggio in giudicato. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad attribuire a ciascuna ricorrente la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, per gli anni scolastici dal 2019/2020 al 2022/2023, per l'importo complessivo di euro 2.000,00 ciascuna. Poiché l'Amministrazione non aveva inizialmente adempiuto, le ricorrenti hanno chiesto l'ordine di conformarsi al giudicato, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza e la condanna alle spese.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione delle ricorrenti, depositata il 20 febbraio 2026, relativa all'avvenuto accreditamento dell'importo dovuto, e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione della pretesa. Poiché l'adempimento è intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso, il Ministero è stato condannato alla rifusione delle spese del giudizio, liquidate in euro 1.000,00 per compensi, oltre IVA, CPA, spese generali, eventuale contributo unificato e accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata consente al giudice di dichiarare la cessazione della materia del contendere.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    È la disposizione richiamata quale base normativa della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, oggetto della condanna contenuta nel giudicato da eseguire.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente la distrazione delle spese a favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

  • artt. 26 e 39 c.p.a.

    Sono richiamati quale fondamento della regolazione e della distrazione delle spese nel processo amministrativo.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. 115/2002

    È richiamato per l'onere relativo al contributo unificato, se dovuto nel giudizio.

  • art. 124 disp. att. c.p.c.

    È richiamato per l'attestazione del passaggio in giudicato della sentenza del giudice ordinario.

Massime di principio

  • Quando, dopo la proposizione di un ricorso per ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il giudicato e soddisfa la pretesa sostanziale del ricorrente, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • L'adempimento intervenuto soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza giustifica la condanna dell'amministrazione alle spese del relativo giudizio, anche se la controversia viene definita per cessazione della materia del contendere.
  • Nel giudizio di ottemperanza relativo a un giudicato formatosi davanti al giudice ordinario, il giudice amministrativo può prendere atto dell'integrale esecuzione della pronuncia e definire il giudizio senza procedere alla nomina del commissario ad acta richiesta in via subordinata.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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