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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18232/2022 del 06/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente denunciava vizi di motivazione per omessa valutazione della memoria difensiva depositata il 15/06/2018, nella quale forniva una versione alternativa dei fatti e dichiarava di aver precedentemente denunciato Rocco Lobianco per un presunto ostruzionismo. Tale omissione sarebbe rilevante ai fini della congruità e correttezza della motivazione della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendo sussistente il vizio motivazionale: ha osservato che l'omessa considerazione di memorie difensive non determina di per sé nullità, ma incide sulla congruità logico-giuridica della motivazione. Dall'esame degli atti è risultato che la memoria era acquisita al fascicolo e non è stata valutata nella sentenza impugnata; perciò la Corte ha annullato la sentenza del Giudice di Pace di Locri e ha disposto il rinvio per nuovo esame al Giudice di Pace di Locri in diversa persona fisica. Si segnala che il Sostituto Procuratore generale aveva invece concluso per l'inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • decreto-legge 28 ottobre 2020, n.137, art. 23, comma 8 (convertito, con modificazioni, nella legge 18 dicembre 2020, n.176)

    Richiamato in relazione alla disciplina processuale emergenziale che ha consentito l'utilizzo della requisitoria scritta e la declaratoria di mancata richiesta di discussione orale; utilizzato per inquadrare la forma di discussione/deposito di memorie nel procedimento di cassazione.

  • decreto-legge 30 dicembre 2021, n.228, art. 16 (convertito, con modificazioni, nella legge 25 febbraio 2022, n.15)

    Richiamato come proroga della disciplina processuale emergenziale, con riferimento al regime applicabile alle richieste di discussione orale e alle modalità della trattazione in Cassazione.

  • disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, art. 173, comma 1

    Richiamata come limite formale entro il quale il ricorso è stato proposto; la Corte precisa che il ricorso è stato proposto nei limiti previsti dalla norma.

  • principio giurisprudenziale consolidato della Corte di Cassazione

    La Corte ribadisce che l'omessa valutazione di memorie difensive non costituisce nullità automatica dell'atto decisorio, ma incide sulla congruità e correttezza della motivazione; pertanto può costituire motivo di annullamento se l'omissione ha concretamente impedito l'esame delle ragioni difensive.

Massime di principio

  • L'omessa considerazione di una memoria difensiva non determina automaticamente la nullità della sentenza, ma può configurare un vizio di motivazione se la mancata valutazione incide sulla decisione.
  • Se la memoria difensiva è stata depositata e acquisita agli atti, il giudice deve esplicitamente tenerne conto nella motivazione; l'assenza di qualsiasi valutazione può giustificare l'annullamento e il rinvio per un nuovo esame.
  • In sede di cassazione la Corte può esaminare l'errore in procedendo (accesso diretto agli atti) per verificare se la memoria era in fascicolo e se è stata omessa nella motivazione.
  • La parte che ritiene non valutata una memoria difensiva deve far valere specificamente tale omissione nel ricorso e indicare il contenuto rilevante della memoria per mostrare l'incidenza sul giudizio.
  • Distinguere sempre tra vizio di motivazione (rimediabile con annullamento e rinvio) e nullità formali previste dalla legge: non ogni omissione formale integra una causa di nullità automatica.

Testo integrale

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