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Sentenza

Sentenza n. 14174/2026 - Roma, Sezione 4

per l'annullamento: - del decreto del 9.3.2023, con il quale l’intimata Questura ha denegato l’istanza del ricorrente, volta a ottenere il titolo di viaggio per stranieri; - di ogni altro atto connesso, antecedente, susseguente, presupposto e/o applicativo;

Giustizia amministrativa202309660

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rilascio del titolo di viaggio per stranieri

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia nel 2007 e titolare di protezione sussidiaria riconosciuta in ragione della renitenza alla leva, ha impugnato il diniego della Questura relativo al rilascio di un titolo di viaggio. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell'art. 24, comma 2, d.lgs. 251/2007, carenza istruttoria e irragionevolezza della motivazione, nonché la violazione degli artt. 16, 30 e 117 Cost. e dell'art. 3 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo. In particolare, ha sostenuto che nel Paese d'origine la leva obbligatoria, il rischio di persecuzione connesso alla sua renitenza, le difficoltà e i rischi derivanti dal contatto con la rappresentanza diplomatica e l'elevata tassa richiesta per il rilascio del passaporto avrebbero costituito impedimenti giuridici e fattuali all'ottenimento del passaporto nazionale. Il titolo di viaggio gli sarebbe inoltre servito per raggiungere la moglie e il figlio trasferitisi in un Paese terzo. In sede cautelare il TAR aveva disposto il riesame; la Questura ha quindi adottato un nuovo provvedimento, nuovamente negativo, con motivazione rinnovata. Il ricorrente non ha impugnato tale nuovo atto con motivi aggiunti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'ordinanza cautelare di riesame (remand) obbliga l'amministrazione a riesercitare formalmente il potere, ma non predetermina il contenuto della nuova decisione e lascia intatta l'autonomia sostanziale dell'amministrazione. Il provvedimento adottato all'esito del riesame, quando non sia meramente confermativo ma costituisca il risultato di una nuova valutazione istruttoria e motivazionale, ha natura provvedimentale, effetto sostitutivo rispetto all'atto originario ed è autonomamente impugnabile. Nel caso concreto, il nuovo diniego non era meramente confermativo, poiché aveva svolto un riesame e presentava profili motivazionali non sovrapponibili al primo atto, tra cui il riferimento alla collocazione del consolato in Italia e l'esclusione di un automatismo tra protezione sussidiaria e rilascio del titolo di viaggio. L'interesse del ricorrente si era quindi trasferito sul nuovo provvedimento, che avrebbe dovuto essere impugnato con motivi aggiunti. Il TAR ha inoltre rilevato, in via ulteriore, che il riconoscimento della protezione sussidiaria non comporta automaticamente il diritto al titolo di viaggio: il richiedente deve dimostrare specifici e concreti impedimenti al rilascio del passaporto da parte delle autorità del Paese d'origine, non essendo sufficiente la mera volontà di non intrattenere rapporti con esse. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 24, comma 2, d.lgs. 251/2007

    Il rilascio del titolo di viaggio per stranieri richiede la verifica delle condizioni previste dalla norma; il riconoscimento della protezione sussidiaria non determina automaticamente il diritto al titolo, dovendo essere dimostrati impedimenti specifici e concreti al rilascio del passaporto da parte delle autorità del Paese d'origine.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    È richiamato quale elemento dell'evoluzione del processo amministrativo verso un giudizio non limitato all'atto, ma orientato anche al rapporto e alla spettanza del bene della vita.

  • art. 29 c.p.a.

    È richiamato tra le disposizioni che configurano le pronunce costitutive del processo amministrativo.

  • art. 30 c.p.a.

    È richiamato tra le disposizioni che configurano le pronunce di condanna del processo amministrativo.

  • art. 31 c.p.a.

    È richiamato tra le disposizioni che configurano le pronunce dichiarative del processo amministrativo.

Massime di principio

  • L'ordinanza cautelare di riesame, anche mediante la tecnica del remand, obbliga l'amministrazione a riesercitare formalmente il potere, ma non predetermina il contenuto della nuova decisione e lascia intatta la sua autonomia sostanziale e la responsabilità amministrativa.
  • Il provvedimento adottato all'esito di un remand cautelare, quando derivi da un riesame istruttorio e motivazionale della fattispecie, è un atto provvedimentale autonomo, sostitutivo dell'atto originario e autonomamente impugnabile.
  • Quando il nuovo provvedimento adottato dopo il remand non è satisfattivo e non è meramente confermativo, l'interesse a ricorrere si trasferisce sul nuovo atto; la mancata impugnazione di quest'ultimo con motivi aggiunti determina l'improcedibilità del ricorso originario per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Il riconoscimento della protezione sussidiaria non comporta automaticamente il diritto al rilascio del titolo di viaggio per stranieri: il richiedente deve dimostrare specifici e concreti impedimenti che ostacolino il rilascio del passaporto da parte delle autorità del Paese d'origine; non è sufficiente la mera volontà di non intrattenere rapporti con tali autorità.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelareMotivi aggiunti e ricorso incidentaleEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimazione e interesse a ricorrere

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