Sentenza del 23/05/2018 n. 2121 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia
Redditi diversi -Normativa Comunitaria - Prevale su normativa interna - Giochi e scommesse - Vincite all'estero - Imponibilità in Italia - Non sussiste - Conseguente illegittimità - Sussiste
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa impositiva è stata ritenuta illegittima. In applicazione della normativa comunitaria, le vincite conseguite presso casinò situati in altri Stati membri devono ricevere un trattamento fiscale uniforme rispetto a quelle conseguite in Italia. Pertanto, le vincite estere devono essere considerate esenti da ulteriori imposte in Italia, analogamente alle vincite realizzate sul territorio nazionale e già assoggettate a imposizione alla fonte.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente contestava l'imponibilità in Italia delle vincite ottenute presso casinò esteri. Sosteneva che la normativa nazionale, assoggettando a tassazione le vincite estere e prevedendo invece un diverso trattamento per quelle conseguite presso casinò italiani, introducesse una discriminazione fondata sul luogo di conseguimento del reddito, in contrasto con i principi dell'Unione europea sulla libera prestazione dei servizi e sulla libertà di stabilimento.
Norme richiamate
Art. 67 del D.P.R. 917/1986 (TUIR)
La disciplina dei redditi diversi non può essere applicata in modo discriminatorio alle vincite realizzate all'estero quando ciò determina un trattamento deteriore rispetto alle vincite conseguite in Italia.
Artt. 52 e 56 del TFUE
I principi dell'Unione europea in materia di libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi ostano a una normativa nazionale che discrimini le vincite in base all'ubicazione del casinò o del prestatore del servizio.
Legge 122/2016
La normativa interna deve essere interpretata e applicata in conformità agli obblighi derivanti dal diritto dell'Unione europea, evitando disparità di trattamento fiscale incompatibili con tali obblighi.
Corte di Giustizia dell'Unione europea, Sezione III, 22 ottobre 2014, n. 344
La Corte ha affermato l'incompatibilità con il diritto dell'Unione di un trattamento fiscale nazionale che assoggetti a imposta le vincite conseguite presso casinò esteri mentre esclude da analoga imposizione le vincite realizzate presso casinò nazionali.
Massime di principio
- Una norma fiscale nazionale non può creare una discriminazione basata sul fatto che il reddito o la vincita sia stato prodotto in Italia oppure in un altro Stato membro dell'Unione europea.
- Quando una vincita estera è economicamente equivalente a una vincita interna già tassata alla fonte, un'ulteriore imposizione in Italia può risultare illegittima se determina un trattamento deteriore per il contribuente.
- In caso di contrasto tra normativa interna e normativa dell'Unione europea direttamente applicabile, la disciplina interna deve essere disapplicata o interpretata in modo conforme al diritto europeo.
- La valutazione deve comunque considerare la specifica tipologia della vincita, lo Stato interessato, l'eventuale imposizione già subita all'estero o alla fonte e la disciplina vigente nel periodo d'imposta.
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