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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29179/2024 del 18/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di restituzione nel termine per proporre impugnazione rispetto a sentenze di condanna contumaciali (Pretura di Como 17/09/1998 irrevocabile 16/10/1999; Tribunale di Como 09/11/2006 irrevocabile 29/12/2006). La ricorrente sosteneva di non aver avuto conoscenza dei procedimenti (era assistita da difensore d'ufficio e avrebbe ricevuto a mano solo un verbale di identificazione non tradotto) e censurava l'applicazione dell'art.175, comma 1, c.p.p. (termine di 10 giorni per restituzione) ritenendo invece applicabile la disciplina precedente e i commi 2 e segg. dell'art.175 (termine di 30 giorni per sentenze contumaciali). In subordine denunciava contraddittorietà della motivazione della Corte territoriale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. Ha confermato che si doveva applicare l'art.175, comma 2 (versione ante modifica del 2014) trattandosi di sentenze contumaciali, ma ha ritenuto che la Corte territoriale avesse correttamente escluso la mancata conoscenza incolpevole del procedimento: la ricorrente aveva ripetutamente fornito false generalità (uso di numerosi alias) costituendo comportamento idoneo a dimostrare la volontaria sottrazione alla conoscenza del procedimento. La Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite Innaro e ha precisato che l'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente di per sé a superare la presunzione di conoscenza. Ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese e a una somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen. (versione applicabile)

    «Se è stata pronunciata sentenza contumaciale o decreto di condanna, l'imputato è restituito, a sua richiesta, nel termine per proporre impugnazione od opposizione, salvo che lo stesso abbia avuto effettiva conoscenza del procedimento o del provvedimento e abbia volontariamente rinunciato a comparire ovvero a proporre impugnazione od opposizione. A tale fine l'Autorità Giudiziaria compie ogni necessaria verifica».

    Si è ritenuto applicabile la versione antecedente alla legge n.67/2014 (termine di 30 giorni per sentenze contumaciali). Tuttavia la norma ammette la restituzione solo se non vi sia stata effettiva conoscenza o volontaria rinuncia/ sottrazione: il comportamento della ricorrente (false generalità) è stato interpretato come sottrazione volontaria, escludendo la restituzione.

  • Sezioni Unite, Innaro (Sez. U, n. 28912 del 28/02/2019)

    Principio richiamato: per la restituzione nel termine l'effettiva conoscenza dev'essere collegata all'accusa contenuta in un formale provvedimento di vocatio in iudicium; comunque non devono sussistere rinuncia o deliberata sottrazione alla conoscenza. Il comportamento evasivo può integrare la sottrazione.

  • d.l. 21 febbraio 2005, n. 17 (conv. con L. 22 aprile 2005, n. 60) e L. 28 aprile 2014, n. 67; L. 11 agosto 2014, n. 118 (art. 1)

    Queste norme/ modifiche definiscono le versioni successive e transitorie dell'art.175: la Corte ha individuato la versione applicabile sulla base delle disposizioni transitorie citate.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione all'applicazione delle sanzioni pecuniarie processuali; la Corte ha valutato l'assenza di elementi che escludessero la responsabilità della parte nella determinazione dell'inammissibilità ma ha comunque disposto la condanna alla somma per la Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In caso di sentenza contumaciale si applica la disciplina dell'art.175: se si invoca la mancata conoscenza, può trovare applicazione la versione che prevede un termine più ampio (tipicamente 30 giorni per la restituzione), ma la restituzione è esclusa se emerge che l'imputato si è volontariamente sottratto alla conoscenza del procedimento o ha rinunciato.
  • L'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è, di per sé, sufficiente a dimostrare l'effettiva conoscenza del provvedimento da parte dell'imputato; tuttavia comportamenti concreti di elusione (es. ripetute false generalità/uso di alias) possono essere valutati come prova della volontaria sottrazione e quindi impedire la restituzione.
  • La Corte deve compiere "ogni necessaria verifica" circa la effettiva conoscenza o la volontaria rinuncia/sottrazione: occorre documentare fatti concreti o condotte che spieghino l'eventuale mancata ricezione dell'atto.
  • Nei ricorsi manifestamente infondati la Cassazione può dichiarare l'inammissibilità e condannare alle spese; può anche disporre somme a favore della Cassa delle ammende secondo i criteri già richiamati dalla giurisprudenza costituzionale.
  • Quando si contesta l'applicabilità di una versione normativa transitoria o antecedente, occorre verificare con precisione le date e le disposizioni transitorie che determinano quale testo di legge sia applicabile al caso concreto.

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