Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27174/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il P.M. ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva rigettato la richiesta applicativa degli arresti domiciliari nei confronti dei Destro, deducendo che il Tribunale aveva errato nel qualificare i fatti come esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 c.p. e art. 392 c.p. per il capo 5) anziché estorsione (art. 629 c.p.). Il P.M. sosteneva che gli imputati agirono in mala fede per tutelare un possesso illegittimo, non un preteso diritto, e che la motivazione del Tribunale era contraddittoria e illogica perché valorizzava la presunta convinzione di essere proprietari nonostante elementi dalle indagini che dimostravano la consapevolezza dell'arbitrarietà dell'azione.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i motivi di cassazione puntassero a una diversa ricostruzione dei fatti e a una rivalutazione del materiale probatorio, attività non consentita in sede di legittimità salvo travisamenti o apoditticità della motivazione. La Corte ha condiviso la valutazione del Tribunale del Riesame, che aveva esaminato le dichiarazioni e le vicende civili collegate (comprese sentenze di usucapione favorevoli ai Destro) e aveva ritenuto sussistente una situazione controversa tali da legittimare, in buona fede, la convinzione dei Destro di esercitare una pretesa di diritto. Perciò non è stato ravvisato l'elemento soggettivo tipico dell'estorsione (consapevolezza della ingiustizia della pretesa) e il provvedimento cautelare negato dal Gip e confermato dal Riesame rimane valido.

Norme richiamate

  • art. 393 cod. pen.

    Il giudice di merito ha ritenuto configurabile il delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, perché gli imputati avrebbero agito nella convinzione, seppur eventualmente infondata, di esercitare una pretesa di diritto, anche alla luce di precedenti controversie civili e sentenze favorevoli.

  • art. 629 cod. pen.

    Il P.M. aveva invocato l'estorsione prevista da tale norma, sostenendo la consapevolezza dell'illegittimità della condotta; la Corte ha ritenuto invece che mancasse l'elemento soggettivo proprio dell'estorsione e che la fattispecie fosse meglio qualificata come art. 393 c.p.

  • art. 392 cod. pen.

    Richiamato nella ricostruzione normativa dei capi dell'imputazione; la Corte non ha ritenuto che tale riqualificazione mutasse la valutazione sulla sussistenza degli elementi per la misura cautelare.

  • Giurisprudenza - Sez. U., n. 29541 del 16/07/2020 (c.d. 'Filardo')

    Sez. U. n. 29541 del 16/07/2020

    Richiamata come principio di diritto per distinguere estorsione ed esercizio arbitrario delle ragioni: criterio decisivo è l'elemento psicologico (buona fede ragionevole vs consapevolezza dell'ingiustizia). La Corte ha applicato questo principio per confermare la qualificazione dei fatti come art. 393 c.p.

  • Giurisprudenza - Sez. 3, n. 40542 del 12/10/2007

    Sez. 3, n. 40542 del 12/10/2007

    Richiamata sui limiti del sindacato di legittimità in tema di motivazione: la Corte può verificare solo l'esposizione dei fatti probatori e la coerenza logica, non rivalutare le scelte di merito sulla attendibilità delle prove.

  • Giurisprudenza - Sez. 7, ordinanza n. 12406 del 19/02/2015

    Sez. 7, ord. n. 12406 del 19/02/2015

    Usata per ribadire che il ricorso che mira a ottenere una diversa valutazione probatoria è inammissibile in Cassazione.

  • Giurisprudenza - Sez. 6, n. 33435 del 04/05/2006

    Sez. 6, n. 33435 del 04/05/2006

    Richiamata per affermare il divieto in sede di legittimità di riesaminare le prove o gli indizi salvo travisamenti evidenti.

  • Altri precedenti citati (Sez. 5 n. 22140/2019; Sez. 6 n. 6226/2020; Sez. 2 n. 24478/2017)

    Sez. 5, n. 22140 del 17/04/2019; Sez. 6, n. 6226 del 15/01/2020; Sez. 2, n. 24478 del 08/05/2017

    Ulteriori pronunce richiamate a supporto del principio che l'elemento psicologico distingue estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni; confermano la possibilità di ritenere buona fede soggettiva anche quando la pretesa sia eventualmente infondata.

Massime di principio

  • La distinzione tra estorsione (art. 629 c.p.) ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 c.p.) si basa principalmente sull'elemento soggettivo: la consapevolezza dell'ingiustizia della pretesa (estorsione) versus la convinzione, anche se errata ma non arbitraria, di esercitare un proprio diritto (art. 393).
  • In sede di Cassazione è inammissibile chiedere una diversa valutazione delle prove o degli indizi: i ricorsi che mirano a rinnovare la ricostruzione fattuale sono spesso dichiarati inammissibili a meno che non si denunci un travisamento concreto della prova o una motivazione apodittica/manifestamente illogica.
  • La sussistenza di controversie civili pregresse e di pronunce favorevoli in sede civile può giustificare la convinzione di buona fede dell'agente e dunque orientare verso la qualificazione come esercizio arbitrario delle proprie ragioni piuttosto che come estorsione.
  • Per ottenere il riesame in sede di legittimità dell'apprezzamento probatorio è necessario dimostrare vizi motivazionali formali o omissioni tali da rendere la decisione illogica o apodittica; semplici divergenze interpretative dei fatti non bastano.
  • Nelle cause cautelari (es. misure coercitive) il giudice deve valutare la fondatezza degli indizi alla luce della contestualità fattuale: la qualificazione penalistica dei fatti incide sulla sussistenza delle esigenze cautelari, ma tale valutazione resta prerogativa del giudice del merito salvo macroscopici errori di fatto o di diritto.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.