Sentenza del 19/05/2017 n. 324 - Comm. Trib. Prov. Brescia
IRPEF - Cessione di quote sociali - Abuso del diritto - Valide ragioni economiche.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Amministrazione finanziaria aveva contestato, ai fini IRPEF, la cessione di quote sociali ritenendola riconducibile a un'operazione abusiva o priva di valide ragioni economiche, presumibilmente finalizzata a ottenere un indebito risparmio d'imposta. Il ricorrente sosteneva invece l'effettività della cessione e la legittimità della scelta di adottare un'operazione fiscalmente meno onerosa.
La decisione
La contestazione dell'Amministrazione finanziaria non è stata accolta. È stato affermato che l'abuso del diritto può configurarsi soltanto quando l'operazione sia priva di sostanza economica e produca un vantaggio fiscale indebito. Quando la cessione di quote sociali è effettiva, non può essere disconosciuta per il solo fatto di comportare un minor carico fiscale, poiché il contribuente conserva la libertà di scegliere tra operazioni o regimi fiscalmente differenti previsti dalla legge.
Norme richiamate
Art. 10-bis della legge n. 212/2000, Statuto dei diritti del contribuente
Resta ferma la libertà di scelta del contribuente tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge e tra operazioni comportanti un diverso carico fiscale
La norma tutela la libertà del contribuente di scegliere un'operazione lecita fiscalmente meno onerosa. Tale scelta non costituisce abuso del diritto in assenza di un'operazione priva di sostanza economica e di un indebito vantaggio fiscale.
Massime di principio
- Il solo risparmio d'imposta non basta a configurare abuso del diritto: occorre dimostrare che l'operazione sia priva di sostanza economica e che il vantaggio fiscale sia indebito.
- Una cessione di quote sociali effettivamente realizzata non può essere riqualificata come abusiva soltanto perché consente un trattamento fiscale più favorevole rispetto ad alternative economicamente possibili.
- Il contribuente può scegliere, tra operazioni realmente previste e praticabili, quella con il minor carico fiscale, purché non vi siano elementi di artificiosità, simulazione o assenza di valide ragioni extrafiscali.
- In casi analoghi è essenziale verificare la concreta esistenza dell'operazione, la sua sostanza economica, la coerenza dei passaggi negoziali e l'eventuale presenza di un vantaggio fiscale indebito.
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