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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16342/2023 del 18/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Pubblico Ministero impugnava l'ordinanza del Tribunale di Padova che non aveva convalidato l'arresto in flagranza per detenzione di stupefacenti, sostenendo un'erronea applicazione della legge e la manifesta illogicità della motivazione. In particolare il ricorrente denunciava che il Tribunale si era soffermato solo sulla pericolosità del soggetto (assente, per l'assenza di precedenti e per la consegna spontanea della droga) senza valutare anche la gravità del fatto, desumibile dalla varietà delle sostanze (cocaina, ketamina, marijuana), dalla pluralità di dosi già confezionate e dalle circostanze (fermo di notte davanti a un locale affollato di giovani). Inoltre si contestava che la consegna "spontanea" era avvenuta dopo che il soggetto era stato individuato dai cani antidroga, diminuendone il valore probatorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata, ritenendo legittimo l'arresto eseguito. La Corte ha censurato il Tribunale per non aver operato il controllo di "mera ragionevolezza" richiesto dall'art. 381 comma 4 c.p.p., omettendo di valutare anche il parametro della gravità del fatto (quantitativo e varietà delle sostanze, confezionamento in dosi, luogo e momento del fermo) e per aver dato eccessivo rilievo alla presunta consegna spontanea senza considerare che questa era intervenuta dopo l'intervento dei cani antidroga.

Norme richiamate

  • art. 73 comma 5 DPR 9 ottobre 1990 n. 309

    Norma sostanziale che qualifica il tipo di reato per cui è avvenuto l'arresto (traffico/ detenzione di sostanze stupefacenti). Utilizzata per identificare la fattispecie sanzionata e il parametro penalmente rilevante ai fini della convalida.

  • art. 381 comma 4 cod. proc. pen.

    Stabilisce che l'arresto facoltativo in flagranza è giustificato quando sussiste, alternativamente, la gravità del fatto o la pericolosità del soggetto; il giudice della convalida deve operare un controllo di mera ragionevolezza sull'esercizio discrezionale dell'arresto da parte della polizia giudiziaria, senza entrare nel merito della responsabilità penale.

  • giurisprudenza della Corte di Cassazione (principi richiamati)

    Principio consolidato secondo cui il controllo giudiziale sulla convalida deve limitarsi a verificare l'uso ragionevole dei poteri discrezionali degli agenti; l'annullamento dell'ordinanza di non convalida può essere disposto senza rinvio quando il riesame riguarda una fase ormai perimata e serve solo a valutare la correttezza dell'operato della polizia giudiziaria.

Massime di principio

  • Il giudice della convalida deve valutare, con criterio di mera ragionevolezza, sia la gravità del fatto sia la pericolosità del soggetto: è sufficiente che ricorra uno dei due requisiti per legittimare l'arresto facoltativo in flagranza.
  • La "consegna spontanea" di stupefacenti può essere attenuante nella valutazione della pericolosità, ma il suo valore probatorio va valutato nel contesto (es. se è avvenuta dopo l'intervento di cani o dopo contestazione, perde carattere pienamente spontaneo).
  • Elementi indicativi della gravità del fatto includono varietà e tipologia delle sostanze, quantità non modesta, confezionamento in dosi e circostanze del luogo e del momento (es. davanti a locale affollato di giovani).
  • Il controllo giudiziale non deve trasformarsi in un riesame della responsabilità penale: il giudice può non convalidare l'arresto solo se rileva un eccesso di discrezionalità da parte della polizia giudiziaria.
  • Quando la Cassazione valuta la legittimità di un arresto in una fase ormai perimata, può annullare senza rinvio l'ordinanza di non convalida, se l'obiettivo è soltanto accertare la corretta esercitazione dei poteri da parte degli agenti.
  • In situazioni analoghe è necessario che il giudice motivi compiutamente su entrambi i parametri (gravità del fatto e pericolosità del soggetto) e su circostanze fattuali rilevanti (quantità, confezionamento, luogo/ora, reazioni dell'arrestato) per evitare censure per carenza o illogicità della motivazione.

Testo integrale

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