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Sentenza

Sentenza n. 4565/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento e la conseguente dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione resistente: in ordine al procedimento unitario finalizzato al rilascio del visto d’ingresso per motivi di studio, stante la regolare preiscrizione e trasmissione della richiesta mediante il portale ufficiale ministeriale Universitaly, previa formalizzazione della domanda in Ambasciata, con relativa condanna a provvedere entro 30 giorni e richiesta di nomina di Commissario ad acta.

Giustizia amministrativa202513894

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull’attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d’ingresso per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio dell’amministrazione sull’istanza volta all’attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d’ingresso per studio universitario, presentata nell’ambito della procedura di preiscrizione e trasmissione della richiesta tramite il portale ministeriale Universitaly, previa formalizzazione presso l’ambasciata. Ha chiesto inoltre la condanna dell’amministrazione a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio l’amministrazione ha documentato la fissazione, da parte della sede diplomatica competente, di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell’appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto integrassero il soddisfacimento della pretesa azionata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. La cessazione della materia del contendere è stata pronunciata nonostante il soddisfacimento sopravvenuto della pretesa, poiché il decorso del termine ha determinato la soccombenza dell’amministrazione ai fini della regolazione delle spese. Il Ministero è stato quindi condannato al pagamento di euro 1.000,00, oltre accessori, alla refusione del contributo unificato se versato e all’esecuzione della sentenza.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l’azione avverso il silenzio dell’amministrazione; il ricorso è stato proposto per contestare il mancato avvio del procedimento relativo al visto d’ingresso.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando la pretesa del ricorrente risulta integralmente soddisfatta nel corso del giudizio.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo richiesto dal ricorrente può determinare la cessazione della materia del contendere quando essa soddisfi integralmente la pretesa azionata.
  • La cessazione della materia del contendere per soddisfacimento sopravvenuto della pretesa non esclude la condanna dell’amministrazione alle spese se il comportamento amministrativo e il decorso del termine rendono l’amministrazione soccombente ai fini della regolazione delle spese.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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