Sentenza n. 1893/2026 - Catanzaro, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Cosenza n. 1961/2021, passata in giudicato, che ha riconosciuto l’anzianità di servizio e disposto il pagamento di differenze retributive e contributi previdenziali
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha proposto l’actio iudicati per ottenere l’esecuzione della sentenza n. 1961/2021 del Tribunale di Cosenza, Sezione Lavoro. Tale pronuncia, passata in giudicato, aveva riconosciuto la sua anzianità di servizio e condannato il Ministero al pagamento delle differenze retributive e dei contributi previdenziali secondo le modalità indicate. Nonostante la richiesta di pagamento, il Ministero è rimasto inerte. Il ricorrente ha quindi chiesto l’ottemperanza e la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR accoglie il ricorso: accertato il decorso del termine di moratoria di 120 giorni dalla notifica della sentenza e il perdurante inadempimento ministeriale, ordina al Ministero di eseguire la pronuncia entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza di ottemperanza. Per l’ipotesi di ulteriore inottemperanza, nomina sin d’ora commissario ad acta un dirigente o funzionario individuato dal Capo del Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale del Ministero, che dovrà provvedere entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell’inadempimento, compiendo tutti gli atti necessari, comprese eventuali modifiche di bilancio. Le spese dell’eventuale attività commissariale sono poste a carico dell’amministrazione inadempiente. Il Ministero è inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 1.286,00 oltre accessori di legge, con distrazione ai difensori.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c) c.p.a.
è decorso il termine di moratoria di centoventi giorni dalla notifica della sentenza e, stante il perdurante inadempimento della p.a., il gravame è fondato ex art. 112, comma 2, lett. c) c.p.a.
La persistente mancata esecuzione, dopo il decorso del termine di moratoria di 120 giorni dalla notifica della sentenza, fonda l’azione di ottemperanza.
art. 5-sexies, ottavo comma, legge n. 89/2001
la disposizione di cui all’art. 5-sexies, ottavo comma, della legge n. 89/2001, come introdotta dall’art. 1, comma 777, della legge n. 208/2015, ancorché dettata per i giudizi di ottemperanza ai decreti decisori emessi ai sensi della legge n. 89/2001, può essere applicata per analogia anche alle altre condanne al pagamento di somme di denaro
La regola per cui le spese dell’attività commissariale sono comprese nell’onnicomprensività della retribuzione dirigenziale si applica per analogia anche alle ottemperanze relative a condanne al pagamento di somme di denaro diverse dai decreti decisori previsti dalla legge n. 89/2001.
Massime di principio
- Il perdurante inadempimento dell’amministrazione nell’esecuzione di una sentenza passata in giudicato, una volta decorso il termine di moratoria di 120 giorni dalla sua notificazione, giustifica l’accoglimento dell’azione di ottemperanza.
- Nel giudizio di ottemperanza per l’esecuzione di una condanna al pagamento di somme di denaro, il giudice può fissare un termine per l’adempimento e nominare sin d’ora un commissario ad acta, incaricato di provvedere in via sostitutiva in caso di ulteriore inerzia, anche adottando gli atti necessari e le eventuali modifiche di bilancio.
- La disposizione dell’art. 5-sexies, ottavo comma, della legge n. 89/2001, che comprende le spese dell’attività commissariale nell’onnicomprensività della retribuzione dirigenziale, è applicabile per analogia anche alle altre condanne al pagamento di somme di denaro.
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