Cassazione Penale, Sentenza n. 41878/2022 del 07/11/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Venezia che aveva confermato la condanna di Cavalet per i reati connessi a falsità (art. 76 D.P.R. 445/2000 e art. 483 c.p.) riferiti al 12/02/2014 (capo 3) e aveva confermato, con rideterminazione della pena per alcuni capi non procedibili, la condanna di Fanigliulo per falso ideologico in concorso (capo 3) e per falso di cui all'art. 479 c.p. commessi il 6 e 31/01/2014 (capo 4). I motivi di ricorso in Cassazione riguardavano: vizio motivazionale per mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p.; travisamento delle risultanze testimoniali (teste Scariot e Mirco Mosca) e della prova documentale/tabulati telefonici; carenza motivazionale sull'elemento soggettivo; presunte violazioni procedurali (art. 197-bis e inutilizzabilità ex art. 64, co. 3-bis c.p.p.); errata applicazione di norme processuali (artt. 533 co.2 e 192 co.2 c.p.p.) e questioni sul trattamento sanzionatorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi non manifestamente infondati e quindi ammissibili. Tuttavia ha rilevato che i termini di prescrizione erano già decorso: per il capo 3 il termine massimo di prescrizione è decorso il 12/08/2021; per le condotte del capo 4 i termini di prescrizione sono decorso il 6 e il 31/07/2021. Di conseguenza la Corte ha annullato senz'altro la sentenza impugnata perché i reati sono estinti per prescrizione, con annullamento senza rinvio.
Norme richiamate
D.P.R. 445/2000, art. 76
Norma citata come titolo di reato per la falsità documentale; la condanna riferita a questo articolo è stata oggetto di impugnazione ma la Cassazione ha annullato per prescrizione senza entrare nel merito della valutazione di responsabilità.
Codice penale, art. 483
Riferito alla falsità materiale o ideologica in atti pubblici o privati; era il capo 3 contestato a Cavalet e Fanigliulo; la sentenza è stata annullata per estinzione del reato per prescrizione.
Codice penale, art. 479
Norma relativa al falso ideologico in atti pubblici o autentiche; contestata per fatti del 6 e 31/01/2014 (capo 4) e dichiarata estinta per prescrizione dalla Corte di Cassazione.
Codice penale, art. 131-bis
Ragionamento sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (o altra disposizione attenuante speciale) è stato sollevato in ricorso, ma la Corte di Cassazione non ha risolto la questione di merito poiché ha disposto l'annullamento per prescrizione.
Codice di procedura penale, art. 197-bis
Contestata una violazione di questa norma (relativa a limiti e modalità di assunzione di dichiarazioni), con la richiesta di inutilizzabilità delle dichiarazioni del teste Mirco Mosca; la Cassazione non ha risolto definitivamente la questione sul merito, essendosi pronunciata sull'estinzione per prescrizione.
Codice di procedura penale, art. 64, comma 3-bis
Invocata come causa di inutilizzabilità di dichiarazioni testimoniali acquisite in violazione di art. 197-bis; la questione è stata dedotta ma non decisiva, perché la sentenza è stata annullata per prescrizione.
Codice di procedura penale, art. 533, comma 2 e art. 192, comma 2
Richiamate in relazione a vizi procedurali e motivazionali sull'istruttoria e sulla valutazione delle prove; la Cassazione ha ritenuto ammissibili i ricorsi ma ha dichiarato l'estinzione dei reati per prescrizione prima di valutare pienamente questi profili di merito.
Codice di procedura penale, art. 129, comma 2
Richiamato come limite alla pronuncia della Cassazione in caso di manifesta infondatezza del ricorso; qui la Corte ha ritenuto che non ricorressero gli elementi per una pronuncia ex art. 129 co.2 e ha quindi esaminato le questioni processuali fino a rilevare la prescrizione.
Massime di principio
- Se la prescrizione del reato è già maturata prima che la Corte di Cassazione decida, la Corte può annullare la sentenza senza rinvio per estinzione del reato, senza entrare nel merito delle questioni di responsabilità sostanziale.
- La Cassazione ammette ricorsi non manifestamente infondati anche quando sono dedotti plurimi vizi motivazionali e processuali; tuttavia, l'esito può essere deciso sulla base di questioni processuali sopravvenute (es. prescrizione) prima della trattazione del merito sostanziale.
- Quando si impugnano sentenze per vizi motivazionali o per travisamento delle prove, è necessario dimostrare concretamente il nesso tra l'errore motivazionale e l'evento decisivo; altrimenti la corte può ritenere il vizio non decisivo.
- Le doglianze relative all'inutilizzabilità di dichiarazioni (es. per violazioni dell'art. 197-bis c.p.p.) devono essere ben documentate: la mera allegazione non garantisce l'annullamento se nel frattempo si verifica l'estinzione del reato per prescrizione.
- In presenza di più capi con date diverse, è fondamentale calcolare separatamente i termini di prescrizione per ciascun capo: l'estinzione può intervenire per alcuni capi e non per altri.
- La richiesta di applicazione di istituti attenuanti (es. art. 131-bis c.p.) deve essere supportata da argomentazione puntuale; comunque, se la prescrizione è maturata, la posizione sostanziale sull'applicazione dell'istituto può non essere più esaminata.
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