Cassazione Penale, Sentenza n. 25769/2022 del 05/07/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza dell'15/02/2021 della Corte d'Assise d'appello di Catanzaro, che aveva assolto Gianluigi Foschini dall'accusa di omicidio premeditato con aggravante del metodo mafioso (evento morte 14/08/2014) e reati connessi in materia di armi, riformando la precedente condanna in abbreviato. Il Procuratore generale deduceva errata applicazione di legge (in particolare dell'art. 192 cod. proc. pen.) e vizio di motivazione, contestando la valutazione del compendio indiziario, l'omessa analisi di circostanze ritenute decisive e soprattutto l'omesso ascolto diretto di una intercettazione (file audio) che conteneva una frase controversa attribuita a Vittorio Foschini, la cui diversa trascrizione poteva incidere sul quadro probatorio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero, in massima parte, rimedi non consentiti in sede di legittimità in quanto consistenti in una rivalutazione fattuale/di merito delle argomentazioni e della plausibilità delle conclusioni della Corte d'appello. Quanto all'ascolto diretto dell'audio, la Corte ha affermato che si tratta di una facoltà e non di un obbligo: la Corte d'appello legittimamente si è avvalsa del responso del perito che aveva dichiarato la frase non intelligibile e ha motivatamente escluso la decisività di quella porzione di intercettazione alla luce della ricostruzione complessiva. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile; non si è pronunciato sulle spese essendo ricorso proposto dalla pubblica accusa.
Norme richiamate
art. 192 cod. proc. pen.
La Corte ha ritenuto che non vi fosse violazione: la valutazione degli indizi è stata operata in modo organico e globale dalla Corte d'appello, pertanto la censura del Procuratore generale si risolve in una inammissibile rivalutazione di merito.
Sez. 2, n. 12991 del 19/02/2013 (Stagno e altri)
Giurisprudenza richiamata per affermare che il giudice può, quale 'peritus peritorum', dissentire motivatamente dal perito e formulare autonoma valutazione tecnica.
Sez. 1, n. 22062 del 24/04/2013 (Rodà e altro)
Conferma che l'ascolto in camera di consiglio dei supporti contenenti le registrazioni è consentito ma rimane una facoltà del giudice; l'utilizzo dei risultati dell'ascolto è ammesso se acquisito correttamente.
Sez. U, n. 3775 del 21/12/2017 (Tuttolomondo)
Richiamata la regola secondo cui, in caso di ricorso proposto dalla pubblica accusa, può essere pronunciata l'inammissibilità e non sempre la pronuncia sulle spese.
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina liberamente valutazioni di merito se esse sono logicamente motivate: le critiche che consistono in una nuova lettura dei fatti sono inammissibili in sede di legittimità.
- L'art. 192 c.p.p. obbliga a una valutazione organica degli indizi, ma la verifica sulla correttezza di tale valutazione spetta al giudice di legittimità solo se emerge una palese illogicità o contraddittorietà della motivazione.
- L'ascolto diretto delle intercettazioni da parte del giudice è facoltativo: il giudice può legittimamente avvalersi della perizia fonica che abbia valutato il segnale non intelligibile e motivare sul rilievo probatorio senza procedere all'ascolto.
- In presenza di trascrizioni contraddittorie, il giudice può effettuare una 'prova di resistenza' eliminando l'elemento controverso per verificare la tenuta complessiva del quadro indiziario; se il quadro non regge senza l'elemento incerto, l'elemento non può essere considerato decisivo.
- I ricorsi della pubblica accusa diretti a contestare valutazioni di merito sono a rischio di inammissibilità quando si risolvono in una richiesta di riconsiderazione fattuale delle prove.
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