Cassazione Penale, Sentenza n. 23761/2023 del 31/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il rigetto dell'istanza di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente deduceva: 1) contraddittorietà e mancata valutazione di fatti nuovi rispetto al riesame, in particolare l'indicazione di un diverso domicilio per gli arresti domiciliari (presso la compagna a Campobasso) quale elemento nuovo idoneo a ridurre il rischio di reiterazione; 2) omissione di motivazione circa l'idoneità degli arresti domiciliari con controllo elettronico (braccialetto) a garantire le esigenze cautelari, invocando giurisprudenza sulla possibilità di controllo elettronico ex art. 275-bis c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e reiterazione dei motivi già valutati in sede di riesame, senza un adeguato confronto con la motivazione dell'ordinanza impugnata. Ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito motivazione congrua e non contraddittoria sul concreto e attuale pericolo di reiterazione dei reati, posto che il ricorrente: era già condannato in primo grado a 10 anni con rito abbreviato; aveva ruolo di vertice nell'associazione, con modalità particolarmente violente; risultavano numerosi precedenti; vi era preclusione cautelare per decisioni precedenti (ordinanza del 31/07/2020). La Corte ha inoltre statuìto che la semplice indicazione di un nuovo domicilio non costituisce novità idonea a superare la valutazione cautelare, e che il Tribunale del riesame ha implicitamente valutato l'inidoneità del braccialetto elettronico laddove ha ritenuto inadeguata la misura domiciliare a contenere il pericolo di reiterazione. È stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 74 T.U. stupefacenti
Norma sostanziale che disciplina il reato contestato (traffico/associazione finalizzata allo spaccio). La gravità del reato è elemento considerato nella valutazione della pericolosità, pur non essendo sufficiente da sola per giustificare misure cautelari più afflittive.
art. 23 comma 8 D.L. 137/2020
Riferimento procedurale indicato come norma per il trattamento del ricorso (procedura abbreviata/tempi/processazione del ricorso). Nel testo della sentenza è citata come disposizione applicativa per l'esame del ricorso.
art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.
Previsione sulle limitazioni della motivazione e sui limiti entro i quali il ricorrente deve svolgere le proprie doglianze; richiamata per evidenziare che il ricorso doveva essere motivato nei limiti necessari per la motivazione.
art. 275, terzo comma, c.p.p.
Permette di desumere la presunzione del pericolo di reiterazione dei reati in presenza di gravi indizi e delle modalità del fatto; utilizzata dal Tribunale per giustificare la custodia cautelare in carcere data la gravità e le circostanze del reato.
art. 275-bis c.p.p.
Disciplina i controlli elettronici a distanza (es. braccialetto elettronico) per la sorveglianza degli arresti domiciliari. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame, ritenendo inadeguata la misura domiciliare, abbia implicitamente escluso anche l'idoneità del controllo elettronico per le esigenze cautelari del caso concreto.
art. 274, comma 1, lett. b) e c) c.p.p.
Norme sulle esigenze cautelari (pericolo di fuga, di reiterazione, ecc.); la giurisprudenza richiamata chiarisce che, pur non potendosi fondare la cautela solo sulla gravità del reato, è ammessa la valutazione della modalità della condotta e delle circostanze per la prognosi della probabilità di recidiva.
Massime di principio
- Un ricorso per ottenere la sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari deve indicare fatti nuovi e concreti rispetto alle valutazioni già compiute in sede di riesame; la mera riproposizione delle stesse argomentazioni è inammissibile.
- La semplice indicazione di un diverso domicilio (anche se lontano dal luogo dei reati) non costituisce automaticamente una novità idonea a modificare la valutazione del pericolo di reiterazione, soprattutto se persistono elementi che indicano un ruolo apicale del soggetto nell'associazione criminale e precedenti penali rilevanti.
- Se il giudice ritiene, per ragioni di gravità del fatto e della personalità dell'imputato, che gli arresti domiciliari siano inadeguati, tale valutazione implicitamente comporta l'esclusione dell'efficacia dei controlli elettronici (braccialetto) come misura alternativa, salvo che il ricorrente mostri elementi specifici che ne dimostrino l'effettiva idoneità.
- Le decisioni relative alla misura cautelare richiedono una valutazione soggettiva e differenziata per ciascun indagato; il favore accordato ad altri imputati non produce automaticamente un diritto al medesimo trattamento per soggetti in posizioni personali e di pericolosità diverse.
- Nel proporre impugnazioni cautelari è fondamentale confrontarsi puntualmente con la motivazione dell'ordinanza impugnata e dimostrare, con elementi concreti e non generici, l'esistenza di circostanze non valutate o sopravvenute; in caso contrario il ricorso rischia l'inammissibilità e sanzioni economiche.
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