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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20865/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato la sentenza del Tribunale di Vasto che aveva assolto i due imputati (ex art. 530, comma 2 c.p.p.) dal reato indicato nel capo di imputazione (artt. 99, comma 4, 110 e 337 c.p.), ritenendo che il Tribunale avesse erroneamente escluso la necessaria contemporaneità tra l'atto del pubblico ufficiale e la violenza o minaccia. Nel ricorso il Pubblico Ministero ha sostenuto che le violenze e le minacce erano rivolte all'assistente capo coordinatore Notarangelo per indurlo ad aprire la porta della cella e compiere un atto attinente al suo ufficio (intervenire come pacificatore), quindi integranti il reato previsto dall'art. 337 c.p.

La decisione

La Corte ha ritenuto che la ricostruzione dei fatti svolta nel provvedimento impugnato non fosse sufficientemente chiara circa la collocazione temporale delle condotte rispetto all'attività svolta dall'assistente Notarangelo e ha ritenuto che le condotte degli imputati, in ogni caso ingiuriose e minacciose, fossero finalizzate a ottenere un comportamento riferibile all'ufficio del pubblico ufficiale. Per tali ragioni la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Vasto, in diversa composizione.

Norme richiamate

  • art. 530, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per qualificare l'assoluzione pronunciata dal Tribunale (assoluzione per non aver commesso il fatto o perche' il fatto non costituisce reato a seconda del caso concreto). Nel caso di specie l'assoluzione era stata motivata dall'assenza della contestualità necessaria tra atto del pubblico ufficiale e violenza/minaccia.

  • art. 99, comma 4, cod. pen.

    Articolo richiamato nel capo di imputazione (riguarda profili della responsabilità per concorso di persone o cause di esclusione/parziale riduzione di pena a seconda del testo applicabile); nel provvedimento la sua applicazione è collegata alla valutazione del concorso di condotte tra gli imputati.

  • art. 110, cod. pen.

    Richiamato per il concorso di persone nel reato: si valuta il ruolo e la partecipazione degli imputati nel compimento della condotta criminosa.

  • art. 337, cod. pen.

    Norma incriminatrice invocata (violenza o minaccia a pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio). La Corte ha rilevato che le violenze e le minacce erano dirette a indurre il pubblico ufficiale a compiere una condotta attinente al suo ufficio, e che pertanto la corretta qualificazione richiede una precisa ricostruzione temporale e causale delle condotte.

Massime di principio

  • Per integrare il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale occorre valutare la sussistenza di un nesso funzionale tra la condotta coercitiva e l'attività o l'omissione che si intendeva ottenere dal pubblico ufficiale: non è sufficiente l'offesa in generale, serve finalità di incidere su un comportamento connesso all'ufficio.
  • La 'contestualità' tra l'atto del pubblico ufficiale e la violenza/minaccia va ricostruita con precisione temporale e fattuale: il giudice deve indicare in quale momento le condotte si sono svolte rispetto all'attività ufficiale per qualificare correttamente il reato.
  • Se il giudice di merito non chiarisce la scansione dei fatti e il rapporto causale tra minacce/violenze e l'attività del pubblico ufficiale, la sentenza è vulnerabile di annullamento per insufficiente o contraddittoria motivazione e può essere disposta la restituzione per nuovo giudizio.
  • In contesti detentivi o istituzionali la valutazione del ruolo soggettivo del pubblico ufficiale (es. intervento come pacificatore) e dell'intento degli aggressori è cruciale per distinguere tra mera ingiuria/ minaccia e la fattispecie aggravata che tutela l'esercizio della funzione pubblica.
  • In caso di ricorso del Pubblico Ministero la Corte può annullare e rinviare quando ritiene che la qualificazione giuridica delle condotte richieda una più accurata ricostruzione probatoria e temporale; il rinvio può avvenire a diversa composizione del tribunale.

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