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Sentenza

Sentenza del 30/12/2022 n. 6486 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio

Catasto - Genericità della motivazione dell'atto di accertamento -Integrazione in corso di giudizio - Illegittimità - Consegue.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di un provvedimento di riclassamento catastale per genericità della motivazione: l'atto utilizzava espressioni di stile senza indicare i criteri adottati per determinare i parametro catastali né le ragioni concrete che giustificavano il passaggio degli immobili a classi/categorie diverse. Inoltre si contesta che l'Amministrazione abbia tentato di integrare la motivazione solo nel corso del giudizio.

La decisione

Il provvedimento di riclassamento è stato ritenuto illegittimo per carenza di motivazione idonea e congrua: la genericità delle formule usate, l'assenza di indicazione dei criteri e delle ragioni concrete determinanti il cambio di classe/categoria non consente di considerare l'atto adeguatamente motivato. Inoltre è dichiarato illegittimo che l'Amministrazione integri la motivazione dell'atto nel corso del giudizio; conseguentemente l'atto è annullabile/invalidato per vizio di motivazione.

Norme richiamate

  • d.P.R. 138/98

    Le disposizioni catastali richiedono che le operazioni di classamento/riclassamento seguano criteri tecnici e siano motivate; l'assenza di specifici criteri nella motivazione rende l'atto viziato.

  • d.P.R. 1142/49

    Norme tecniche e procedurali relative alla formazione e revisione delle schede catastali e dei relativi atti; richiamate per il necessario rispetto delle procedure e della motivazione tecnica.

  • l. 311/04

    Richiami normativi relativi a competenze catastali e a disposizioni legislative intervenute; usata come riferimento per il quadro normativo di settore.

  • l. 241/90

    Principio di trasparenza e obbligo di motivazione degli atti amministrativi; la motivazione deve essere idonea e specifica e non sostituibile da generiche formule.

  • c.c.

    Regola sull'onere della prova: chi afferma un fatto deve provare quanto afferma; in ambito catastale questo accentua l'esigenza che l'Amministrazione documenti e motivi le proprie determinazioni.

Massime di principio

  • Un provvedimento di riclassamento catastale deve indicare esplicitamente i criteri tecnici utilizzati (parametri considerati, comparazioni, misure, punti di riferimento) e le ragioni concrete che hanno portato al cambio di classe/categoria; formule generiche o espressioni di stile non sono sufficienti.
  • L'assenza di una motivazione adeguata rende l'atto annullabile: il contribuente ha buone probabilità di successo nel ricorso se l'atto non espone criteri e ragioni specifiche.
  • L'Amministrazione non può sanare la carenza di motivazione integrandola in sede di giudizio; la motivazione dell'atto deve trovarsi nell'atto stesso al momento del suo formarsi.
  • In caso di contestazione, il contribuente dovrebbe richiedere copia integrale degli atti tecnici, documentazione e criteri usati, produrre perizia/ctu se necessaria e impugnare il provvedimento per vizio di motivazione e difetto di istruttoria.
  • Gli atti catastali devono rispettare le procedure tecniche e le norme di settore (DPR e disposizioni correlate); la mancanza di richiamo a dati tecnici verificabili è indice di illegittimità.
  • Dal punto di vista probatorio, è onere dell'Amministrazione fornire gli elementi tecnici che giustificano il riclassamento; in loro mancanza il giudice tende ad accogliere il ricorso del privato.

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