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Sentenza

Sentenza n. 8552/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento e la declaratoria dell’illegittimità del provvedimento emesso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri prot. n.366504ah/1-2-prc del 13.08.2018 avente ad oggetto il rigetto della domanda di riscatto gratuito ai fini pensionistici dei periodi corrispondenti alla durata legale quinquennale del corso di laurea ex art. 32 dpr n. 1092/1973.

Giustizia amministrativa202409943

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto della domanda di riscatto gratuito, ai fini pensionistici, dei cinque anni corrispondenti alla durata legale del corso di laurea

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri che aveva respinto la domanda di riconoscimento gratuito, ai fini pensionistici, dei cinque anni di durata legale del corso di laurea, titolo necessario per la nomina a Ufficiale del Ruolo Forestale dell'Arma dei Carabinieri. Il ricorso era volto all'annullamento del diniego e alla declaratoria della sua illegittimità. Dal testo non risultano specificamente articolati i singoli motivi di ricorso; emerge tuttavia che la controversia riguardava l'applicazione dell'art. 32 del d.P.R. n. 1092/1973 al riscatto del corso di laurea.

La decisione

Nel corso del giudizio, con decreto n. 15 del 10 febbraio 2026, il Centro Nazionale Amministrativo del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri ha riconosciuto al ricorrente, ai fini pensionistici e in aggiunta al servizio militare prestato, il periodo di cinque anni corrispondente alla durata legale del corso di laurea. Il provvedimento sopravvenuto è stato ritenuto pienamente satisfattivo delle pretese azionate e il difensore del ricorrente ha dichiarato a verbale la cessazione della materia del contendere. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Ha respinto la richiesta di applicazione della soccombenza virtuale e disposto l'integrale compensazione delle spese tra tutte le parti, valorizzando la condotta collaborativa dell'amministrazione e il fatto che, al momento della proposizione del ricorso nel 2024, non si era ancora consolidato un indirizzo giurisprudenziale univoco sulla questione. Il giudice ha richiamato l'orientamento affermatosi nel 2024 presso la Sezione, in applicazione della sentenza del Consiglio di Stato n. 8680 del 28 dicembre 2021, a fronte di precedenti di segno opposto.

Norme richiamate

  • art. 32 d.P.R. n. 1092/1973

    La disposizione è indicata quale base normativa della domanda di riscatto gratuito, ai fini pensionistici, del periodo corrispondente alla durata legale del corso di laurea frequentato dal militare, quando il titolo di laurea costituisce condizione necessaria per la nomina a ufficiale.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta adozione di un provvedimento pienamente satisfattivo delle pretese dedotte determina la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione da parte dell'amministrazione di un provvedimento pienamente satisfattivo della pretesa fatta valere in giudizio comporta la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., quando tale esito sia riconosciuto anche dalla parte ricorrente.
  • In materia di spese di lite, la sopravvenuta soddisfazione della pretesa non impone automaticamente l'applicazione della soccombenza virtuale: il giudice può compensare integralmente le spese considerando la condotta collaborativa dell'amministrazione e l'assenza, al momento della proposizione del ricorso, di un orientamento giurisprudenziale univoco.

Come è indicizzato

MaterieStato giuridico e avanzamentoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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