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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40924/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorsi proposti da Argentiero e Carone avverso la sentenza della Corte d'appello di Lecce del 05/11/2021 che aveva confermato molteplici condanne per usura (capi 4b, 4d, 4f) e per tentata estorsione (capo 2, nei confronti di Argentiero). Argentiero denunciava vizi di motivazione relativi all'attendibilità delle parti offese (Iunco, Proto, Tancredi), la mancata distinzione tra operazioni lecite e usurarie, la presunta novazione contrattuale (argomento relativo alla prescrizione), la derubricazione della tentata estorsione in minaccia per presunta desistenza volontaria, contraddittorietà nella quantificazione degli interessi e vizi nella determinazione della pena e della multa. Carone contestava l'argomentazione probatoria e l'assenza degli originali dei titoli, sostenendo che la Corte d'appello avrebbe artificiosamente escluso la continuazione per evitare la prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto tempestivi i ricorsi (confermati i termini di deposito e spedizione). Sulla sostanza ha escluso un sindacato sulla valutazione di merito: le censure di Argentiero sono state giudicate generiche, aspecifiche o rivolte a una rivalutazione del materiale probatorio riservata al giudice di merito. La Corte ha condiviso la ricostruzione della Corte d'appello: per Proto la ridefinizione del conto (marzo 2005) ha costituito una novazione contrattuale che ha prolungato l'attività usuraria fino a quella data (conseguente prescrizione solo successiva alla sentenza di primo grado per quel capo); il tentativo di estorsione è stato ritenuto "compiuto" nella forma del tentativo e pertanto non è applicabile la desistenza volontaria ex art. 56 c.p.; le condanne di primo e secondo grado sono confermate nei punti qui rilevanti (Argentiero: condanna per tentata estorsione capo 2 e per usura ai capi 4b e 4f; non procedere per capo 4d per prescrizione; Carone: condanna per usura in danno di Proto nel 2008, capo 4d, esclusa la continuazione). Sono state confermate le questioni sanzionatorie e di applicazione della legge penale più grave ove pertinente. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende; Argentiero è anche condannato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile Proto, liquidate in euro 3.686,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • articolo 583 cod. proc. pen.

    Riferimento ai termini per la presentazione del ricorso per cassazione con spedizione a mezzo posta: la Corte ha ritenuto tempestivo il ricorso spedito il 18/03/2022.

  • articolo 582 cod. proc. pen. comma 2

    Richiamato per la regola di deposito del ricorso al tribunale competente; il ricorso di Carone è stato considerato tempestivamente depositato il 21/02/2022.

  • articolo 192 cod. proc. pen.

    Richiama i limiti della valutazione probatoria di merito: la Corte di cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nel sindacare la valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni e degli elementi di fatto.

  • articolo 56 comma 3 cod. pen.

    Disciplina la desistenza (o desistenza volontaria) nel tentativo: la Corte ha aderito al consolidato indirizzo che esclude l'applicabilità dell'istituto quando il tentativo è "compiuto" (sono stati realizzati atti idonei e non equivoci), quindi la desistenza non ha efficacia estintiva nel caso di tentativo compiuto accertato.

  • articolo 591 cod. proc. pen. comma 1 lett. c

    Norma che prevede l'inammissibilità del ricorso quando i motivi sono aspecifici o non indicano gli specifici vizi di legge o di motivazione: la Corte ha dichiarato l'inammissibilità di più motivi per assenza di specificità e mancata correlazione con la motivazione censurata.

  • articolo 644 cod. pen.

    "da uno a sei anni e con la multa da euro 3.098 a euro 15.493" sostituite da "da due a dieci anni e con la multa da euro 5.000 a euro 30.000"

    Norma sostanziale sull'usura; la Corte ha richiamato la modifica normativa introdotta dalla L. 5 dicembre 2005, n. 251 e ne ha applicato i parametri sanzionatori al caso di specie.

  • Legge 5 dicembre 2005 n. 251

    Modifica i limiti edittali della pena per il reato di usura; la Corte ha ritenuto applicabile la nuova disciplina ai fatti per la determinazione del trattamento sanzionatorio.

  • articolo 81 cod. pen. (aumento)

    Richiamato dalla Corte d'appello per giustificare un aumento della pena (accertamento di maggiore reato base e aumento per concorso o per altri elementi aggravanti); la Cassazione ha ritenuto fondata la dinamica motivazionale adottata dal giudice di merito in ordine alla determinazione della pena.

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non è sede per una nuova valutazione del merito: censure generiche che chiedono una diversa valutazione della prova sono frequentemente dichiarate inammissibili per aspecificità.
  • I termini di impugnazione in materia penale decorrono anche rispetto alla data di deposito; la spedizione per raccomandata vale a fini di tempestività (art. 583 c.p.p.), e il calcolo dei termini deve considerare i giorni festivi.
  • La novazione (ridefinizione contrattuale concordata tra le parti) può costituire momento di continuazione dell'attività illecita e far decorrere ex novo la data dell'ultimo atto rilevante ai fini della prescrizione: accertata la novazione, il reato può essere considerato protratto fino alla nuova pattuizione.
  • Nel tentativo di reato, se gli atti idonei ed inequivoci per la consumazione sono stati compiuti (tentativo "compiuto"), la desistenza volontaria non opera come causa estintiva; la difesa deve eventualmente prospettare il recesso attivo se esistente.
  • Le questioni relative alla attendibilità dei testi e alla valutazione degli estratti conto e documenti bancari sono principalmente di merito; in cassazione è necessario indicare profili di legge o vizi logico-giuridici specifici e non semplici contestazioni sulla valutazione probatoria.
  • La specificità del motivo di ricorso in cassazione è essenziale: occorre indicare il punto preciso della motivazione impugnata e la violazione di legge o il vizio logico-giuridico che si contesta, altrimenti il motivo è inammissibile ai sensi dell'art. 591 c.p.p.

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