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Sentenza

Sentenza n. 4789/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’annullamento - dell’ordinanza di demolizione n. 75 del 25 marzo 2025 del Settore VI - Gestione del Territorio del Comune di Ercolano; - della relazione istruttoria prot. n. 19335 del 21 marzo 2025, redatta a seguito di sopralluogo effettuato dal personale tecnico del Settore VI - Gestione del Territorio congiuntamente al personale della Polizia Municipale in data 24 febbraio 2025; - di ogni altro atto preordinato, connesso e conseguenziale, se e in quanto lesivo degli interessi del ricorrente;

Giustizia amministrativa202502648

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione n. 75 del 25 marzo 2025, unitamente alla relazione istruttoria presupposta

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione n. 75 del 25 marzo 2025 e la relazione istruttoria redatta a seguito del sopralluogo del 24 febbraio 2025. Nel corso del giudizio il Comune ha comunicato che l'ordinanza impugnata era stata annullata d'ufficio e sostituita dall'ordinanza di demolizione n. 163 del 19 giugno 2025. È stato inoltre rappresentato che il ricorrente aveva proceduto alla demolizione spontanea dei manufatti oggetto dell'ingiunzione. La parte ricorrente ha riconosciuto la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, chiedendo tuttavia la condanna del Comune alle spese sulla base della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., poiché l'ordinanza impugnata era stata annullata e sostituita da un successivo provvedimento e i manufatti erano stati spontaneamente demoliti. Il Collegio ha compensato integralmente le spese di lite, ritenendo che l'annullamento e la sostituzione dell'ordinanza n. 75 del 2025 non fossero riconducibili al riconoscimento dell'illegittimità dell'atto originario, ma alla successiva rivalutazione della consistenza dei manufatti alla luce dei titoli abilitativi rivendicati, dalla quale erano comunque emersi elementi di difformità soggetti al regime sanzionatorio del d.P.R. 380/2001.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando, per sopravvenute circostanze, viene meno l'interesse del ricorrente alla decisione; nel caso concreto, ciò è derivato dall'annullamento e sostituzione dell'ordinanza impugnata e dalla demolizione spontanea dei manufatti.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell'ambito della disciplina processuale applicata alla definizione del giudizio.

  • d.P.R. 380/2001

    Il Comune ha ritenuto permanenti elementi di difformità edilizia assoggettabili al regime sanzionatorio previsto dalla normativa edilizia, anche dopo la rivalutazione dei manufatti alla luce dei titoli abilitativi invocati.

Massime di principio

  • L'impugnazione di un'ordinanza di demolizione diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nelle more del giudizio, l'atto impugnato è annullato e sostituito da un nuovo provvedimento e il ricorrente ha inoltre demolito spontaneamente i manufatti oggetto dell'ingiunzione.
  • L'annullamento d'ufficio e la sostituzione di un'ordinanza di demolizione non comportano automaticamente la soccombenza virtuale dell'amministrazione né la condanna alle spese, se la sostituzione deriva da una successiva rivalutazione dei manufatti che conferma la permanenza di difformità edilizie sanzionabili.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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