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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31394/2023 del 19/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d\'appello di Bologna che, rideterminando la pena per il reato residuale di cui all\'art. 336 c.p. e dichiarando estinto per prescrizione il reato di cui all\'art. 651 c.p., ha escluso che la condotta contestata fosse scriminata ai sensi dell\'art. 393-bis c.p. (scriminante per la difesa di terzi, anche putativa). Galavotti deduce che la Corte territoriale ha errato nella motivazione perché ha trascurato le sue dichiarazioni e alcune deposizioni (in particolare della teste Manfredini) che avrebbero indicato che un militare aveva puntato l\'arma verso la testa del figlio; cita inoltre la frase rivolta agli operanti: «se toccate mio figlio vi ribalto». Il collegio territoriale avrebbe invece escluso la scriminante appoggiandosi a valutazioni ipotetiche e ad una ricostruzione della posizione degli operanti (una posizione di "copertura"), senza risolvere la contraddittorietà delle testimonianze sulla direzione dell\'arma.

La decisione

La Suprema Corte ritiene che i motivi non siano manifestamente infondati ma, poiché è decorso il termine di prescrizione del reato, annulla senz\'rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione. In sostanza il vizio lamentato non viene deciso nel merito (non si dispone il rinvio per accertare la legittimità o meno della condotta difensiva) perché il reato è ormai prescritto; la sentenza impugnata è quindi annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 651 cod. pen.

    Il reato contestato con riferimento a questa norma è stato dichiarato estinto per prescrizione dalla Corte territoriale; la Cassazione prende atto dell\'estinzione e annulla la sentenza impugnata senza rinvio per l\'impossibilità di decidere nel merito.

  • art. 336 cod. pen.

    Norma relativa al reato per il quale è stata rideterminata la pena in Corte d\'appello (pena di mesi sei). La Cassazione non decide sul merito della scriminante rispetto a questo reato, avendo disposto l\'annullamento senza rinvio per prescrizione.

  • art. 393-bis cod. pen.

    Si tratta della scriminante invocata (difesa di terzi, anche putativa). La Corte osserva che la verifica della sua configurabilità dipende in modo dirimente dall\'accertamento della direzione dell\'arma dell\'operante: se l\'arma fosse stata puntata contro il figlio la condotta dell\'operante potrebbe risultare arbitraria e dunque scriminata; la Corte territoriale non ha risolto adeguatamente la discordanza probatoria.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    La norma che disciplina la pronuncia di proscioglimento. La Cassazione rileva l\'impossibilità di emettere una sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. perché il reato è estinto per prescrizione, e pertanto dispone l\'annullamento senza rinvio.

Massime di principio

  • Quando la questione centrale è la direzione/uso di un\'arma da parte di un operante, le contraddizioni testimoniali su quel punto sono dirimenti per decidere sulla legittimità o arbitrarietà dell\'azione dell\'agente; il giudice deve valorizzare e motivare adeguatamente l\'esame delle dichiarazioni.
  • La scriminante della difesa (anche putativa) richiede una valutazione concreta della percezione del pericolo e dell\'idoneità della reazione: l\'accertamento probatorio sulla situazione fattuale è indispensabile per decidere sul suo riconoscimento.
  • Se il termine di prescrizione è maturato, la Cassazione può annullare senz\'rinvio per estinzione del reato impedendo che il merito della questione venga ulteriormente esaminato — risultato pratico: la materia rimane non risolta sul piano sostanziale.
  • Il ricorrente che invoca la scriminante deve curare la produzione e la conservazione di prove e testimonianze sul punto chiave (direzione dell\'arma, comportamento degli operanti, eventuali registrazioni o filmati) perché tali elementi sono decisivi per il giudizio di liceità della reazione.
  • La motivazione del giudice (di merito) non può basarsi su mere ipotesi minus valide: le deduzioni valutative devono essere ancorate alle risultanze processuali o a regole di esperienza comune e, in caso di contrasto probatorio, il giudice deve esplicitare le ragioni della scelta valutativa.
  • In presenza di conflitto probatorio rilevante, l\'atteggiamento processuale più prudente per il difensore consiste nel chiedere accertamenti istruttori (esame approfondito dei testi, consulenze, acquisizione di video) e, se necessario, proporre ricorso in Cassazione prima della prescrizione per evitare che il decorso dei termini precluda una pronuncia di merito.

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