Ordinanza n. 517/2026 - Milano, Sezione 4
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto emesso dalla Prefettura della Provincia di Milano con il quale è stato revocato il nulla osta all' ingresso rilasciato in favore del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto prefettizio di revoca del nulla osta all’ingresso
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, il decreto con cui la Prefettura di Milano ha revocato il nulla osta all’ingresso precedentemente rilasciato in suo favore. La revoca è stata adottata in ragione della non autenticità del certificato di idoneità alloggiativa prodotto con la domanda. Il ricorrente ha dedotto, in sede cautelare, ragioni dirette a ottenere la sospensione dell’efficacia dell’atto; dagli atti risulta inoltre la produzione di un nuovo certificato di idoneità alloggiativa, relativo a un diverso immobile situato in altro Comune.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insufficienza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che la disponibilità di un alloggio idoneo costituisca requisito essenziale per il conseguimento del titolo di soggiorno ai sensi dell’art. 22, comma 2, lett. b), del d.lgs. 286/1998. Poiché il certificato allegato alla domanda risultava non autentico, l’art. 22, comma 5-ter, del medesimo decreto impone la revoca del nulla osta quando i documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode o siano stati falsificati o contraffatti. Il carattere vincolato della revoca non è superato dalla produzione successiva di un nuovo certificato, riferito a un diverso immobile e a un altro Comune. La domanda di sospensione è stata quindi respinta; le spese della fase cautelare sono state compensate. L’ordinanza non definisce il merito del giudizio.
Norme richiamate
art. 22, comma 2, lett. b), d.lgs. 286/1998
La disponibilità di un alloggio idoneo è requisito essenziale ai fini del conseguimento del titolo di soggiorno.
art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998
se i documenti presentati sono stati ottenuti mediante frode o sono stati falsificati o contraffatti
La disposizione impone la revoca del nulla osta quando i documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode oppure falsificati o contraffatti.
art. 55 c.p.a.
È la base normativa della domanda e della decisione cautelare sulla sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- La disponibilità di un alloggio idoneo costituisce requisito essenziale per il conseguimento del titolo di soggiorno previsto dall’art. 22, comma 2, lett. b), del d.lgs. 286/1998.
- Ai sensi dell’art. 22, comma 5-ter, del d.lgs. 286/1998, la presentazione di documenti ottenuti mediante frode o falsificati o contraffatti impone la revoca del nulla osta all’ingresso, trattandosi di attività vincolata.
- La produzione successiva di un certificato di idoneità alloggiativa relativo a un diverso immobile e situato in altro Comune non incide sul carattere vincolato della revoca del nulla osta già disposta per la non autenticità del documento originariamente presentato.
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