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Sentenza

Sentenza n. 3466/2026 - Roma, Sezione 1T

Ricorso per la declaratoria di illegittimità del silenzio rifiuto formatosi sull'istanza di appuntamento per il primo ingresso e sottoscrizione del contratto di soggiorno nel procedimento n. P-RM/L/Q/2024/122409 (RM0309930552) tra il datore di lavoro e il sig. SINGH Baljinder, istanza presentata in data 15.12.2024 e reiterata in data 22.09.2025;

Giustizia amministrativa202515339

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto che l'amministrazione aveva convocato il ricorrente e il datore di lavoro per la registrazione del primo ingresso, così facendo venir meno l'utilità concreta e attuale della pronuncia sul silenzio. Le spese di lite sono state compensate, anche in ragione della definizione in rito del giudizio.

TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-rifiuto sull'istanza di appuntamento per il primo ingresso e la sottoscrizione del contratto di soggiorno

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza, presentata il 15 dicembre 2024 e reiterata il 22 settembre 2025, relativa all'appuntamento per la registrazione del primo ingresso e la sottoscrizione del contratto di soggiorno nel procedimento indicato in epigrafe. Nel corso del giudizio, la Prefettura di Roma ha comunicato via PEC la convocazione del ricorrente e del datore di lavoro per la registrazione del primo ingresso. Il ricorrente ha quindi dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla definizione del giudizio e alla pronuncia adottata in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l'amministrazione adotta un comportamento o un atto che soddisfa l'interesse sostanziale perseguito dal ricorrente, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La convocazione dell'interessato per l'adempimento amministrativo richiesto è idonea a far venir meno l'interesse alla decisione sul silenzio, anche se interviene dopo la proposizione del ricorso.
  • La sopravvenuta definizione in rito del giudizio può giustificare la compensazione delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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