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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8590/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Franchini impugnava la conferma, in appello, della condanna per concussione (art. 317 c.p.) riferita al fatto del 27/11/2018, denunciando: 1) carenza e contraddittorietà della motivazione e omissione di acquisizione di prove richieste (escussione di testimoni come intermediario e altri esercenti) sia in fase di abbreviato sia in appello; 2) insussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi della concussione, con richiesta di riqualificazione della condotta in corruzione (art. 318 o art. 322, comma 3) e contestuale mancato riconoscimento delle attenuanti speciali e comuni (art. 323-bis, art. 62 n.4 e attenuanti generiche).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano generici, riproposizione di doglianze già decise e non specificamente confrontati con la motivazione della sentenza impugnata. Ha ritenuto legittima la valutazione del merito operata dal Tribunale e dalla Corte d'appello, che avevano ritenuto provata la concussione sulla base della denuncia, dell'arresto in flagranza al momento della dazione, di conversazioni intercettate e delle dichiarazioni dell'imputato; ha escluso la riqualificazione in corruzione e ha confermato il diniego delle attenuanti speciali e generiche. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 317 cod. pen. (concussione)

    La Corte ha confermato che la condotta integrava concussione in presenza di abuso costrittivo che annulla la volontà della parte offesa; la qualifica è stata ritenuta corretta alla luce della flagranza, della denuncia e delle intercettazioni.

  • art. 318 cod. pen. (corruzione per l'esercizio della funzione)

    La norma è stata valutata e scartata perché mancava la messa a disposizione libera della funzione e il pactum sceleris: la vicenda è stata ritenuta caratterizzata da costrizione, non da accordo corruttivo.

  • art. 322, comma 3, cod. pen. (istigazione alla corruzione)

    Contestata come possibile riqualificazione, è stata esclusa perché la Corte ha ritenuto assente la libera contrattazione o l'intesa tra pubblico ufficiale e privato.

  • art. 323-bis cod. pen. (tenuità del fatto)

    La Corte ha ritenuto che il fatto non fosse di particolare tenuità per l'odiosità delle condotte e il contesto vessatorio, quindi ha escluso l'attenuante speciale.

  • art. 62 n. 4 cod. pen. (attenuante per danno lievissimo)

    Esclusa poiché il danno patrimoniale non è risultato "lievissimo" secondo il consolidato orientamento giurisprudenziale; la Corte ha ritenuto non ricorrere la condizione per la diminuente.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen. (motivi di cassazione)

    art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Invocato per censurare motivazione e travisamento del fatto; la Corte ha ritenuto i motivi generici e non specificamente confrontati con la motivazione impugnata, ergo inammissibili.

  • art. 603 cod. proc. pen. (rinnovazione dell'istruzione probatoria in appello)

    La Corte d'appello ha correttamente escluso la rinnovazione, ritenendo che i testi richiesti avrebbero deposto su fatti estranei al thema decidendum e quindi irrilevanti ai fini del giudizio.

  • art. 441, comma 5 cod. proc. pen. (giudizio abbreviato non condizionato)

    Richiamato per spiegare la limitata ammissibilità di integrazione probatoria nel rito abbreviato non condizionato: l'integrazione è ammessa solo se non è possibile decidere sugli atti.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti: i motivi che chiedono una rivalutazione delle prove sono inammissibili se privi di specificità o se ripropongono censure già decise in appello.
  • Per ottenere la rinnovazione dell'istruzione probatoria in appello o nel rito abbreviato è necessario dimostrare la rilevanza diretta delle prove richieste e, nel rito abbreviato non condizionato, l'impossibilità di decidere in base agli atti (art. 441, comma 5 c.p.p.).
  • La qualificazione giuridica (concussione vs corruzione) dipende in primo luogo dall'esistenza o meno di una condotta costrittiva che annulli la volontà della vittima; la presenza di denunce, flagranza e intercettazioni può corroborare la sussistenza dell'abuso di potere.
  • Le attenuanti speciali e generiche richiedono elementi di fatto positivi e specifici: lo stato di incensuratezza e l'età non garantiscono automaticamente la loro concessione dopo la riforma dell'art. 62-bis.
  • I motivi di cassazione devono essere specifici e collegati alla motivazione impugnata; le censure meramente riproduttive dell'appello sono generalmente dichiarate inammissibili.

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