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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06743/2025 del 14/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuenti)

La controversia

L'Amministrazione finanziaria aveva notificato più avvisi di accertamento per Irpef, contestando a due soci di maggioranza di un gruppo societario un'operazione di leverage cash out ritenuta elusiva. Secondo l'Ufficio, dopo la rivalutazione agevolata delle partecipazioni nella società capogruppo, i soci avevano costituito una newco, vi avevano ceduto le partecipazioni al valore rivalutato e avevano costruito un meccanismo di pagamento del corrispettivo tramite dividendi, versamenti in conto capitale e prestiti obbligazionari, così da trasformare utili e riserve in flussi non tassati come dividendi o comunque fiscalmente più favorevoli. La CTR aveva invece escluso l'abuso del diritto, ritenendo che l'operazione avesse una reale sostanza economica e fosse funzionale a un riassetto del gruppo familiare. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: 1) nullità della sentenza per motivazione apparente, sostenendo che la CTR non avesse spiegato adeguatamente il percorso logico seguito; 2) falsa applicazione dell'art. 10-bis della l. n. 212/2000 e dell'art. 2697 c.c., deducendo che la mera operatività della newco non bastava a escludere l'elusione, che esisteva una modalità alternativa meno fiscalmente vantaggiosa (il conferimento invece della cessione), e che i giudici di merito avevano trascurato la funzione economica della rivalutazione delle partecipazioni e l'assenza di valide ragioni extrafiscali prevalenti. I contribuenti hanno resistito con controricorso e ricorso incidentale condizionato, deducendo omessa pronuncia sulla decadenza dell'Ufficio e violazione del termine di accertamento ex art. 43 d.P.R. n. 600/1973.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché la motivazione della sentenza regionale, pur sintetica in alcuni passaggi, era pienamente intellegibile e consentiva di comprendere il ragionamento decisorio; non sussisteva quindi una motivazione apparente. Ha rigettato anche il secondo motivo, affermando che, sulla base degli accertamenti di merito, l'operazione non era sorretta dal solo fine di ottenere un vantaggio fiscale, ma da una concreta e apprezzabile ragione economica di riorganizzazione del gruppo familiare e di valorizzazione dei soci di maggioranza. La Corte ha valorizzato la sequenza negoziale e la funzione economica della newco, della rivalutazione, della cessione, del finanziamento tramite obbligazioni e della gestione dei flussi di liquidità, escludendo che si trattasse di costruzioni di puro artificio prive di sostanza commerciale. Rigettato il ricorso principale, la Corte ha dichiarato superfluo l'esame del ricorso incidentale condizionato. L'Agenzia è stata condannata alle spese del giudizio; non è stata applicata la condanna all'ulteriore contributo unificato trattandosi di amministrazione dello Stato patrocinata dall'Avvocatura generale.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. n. 212/2000

    È la norma antielusiva generale invocata dall'Ufficio; la Corte ribadisce che l'abuso del diritto richiede un'operazione priva di sostanza economica e sorretta essenzialmente dal solo vantaggio fiscale.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato in relazione al riparto dell'onere probatorio: spetta all'Amministrazione provare il disegno elusivo e le modalità di manipolazione degli schemi negoziali; al contribuente spetta allegare ragioni economiche se l'Ufficio indica un'operazione alternativa funzionalmente idonea.

  • art. 47 TUIR

    Richiamato dall'Ufficio come disposizione elusa nella sostanza, perché gli utili sarebbero stati trasformati in flussi giuridicamente qualificati in modo diverso dai dividendi.

  • art. 89 TUIR

    Menziomato nel contesto della detassazione al 95% dei dividendi percepiti dalla newco.

  • art. 37-bis d.P.R. n. 600/1973

    Richiamato dalla Corte quale antecedente dell'attuale art. 10-bis e come conferma del principio antielusivo generale.

  • art. 43 d.P.R. n. 600/1973

    Invocato dai contribuenti nel ricorso incidentale per sostenere l'intervenuta decadenza dal potere di accertamento.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato nel ricorso incidentale per denunciare omessa pronuncia sull'eccezione di decadenza.

  • art. 13, commi 1-bis e 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    La Corte precisa che l'amministrazione statale patrocinata dall'Avvocatura generale non è tenuta al pagamento dell'ulteriore importo.

  • l. n. 448/2001, artt. 5 e 7

    Richiamati come base normativa della rivalutazione delle partecipazioni.

  • d.l. n. 282/2002

    Richiamato come base normativa della rivalutazione agevolata delle partecipazioni.

Massime di principio

  • La motivazione è apparente solo quando, pur esistente graficamente, non consente di percepire il fondamento logico della decisione; se il ragionamento del giudice di merito è comprensibile nel suo complesso, la censura di nullità non può essere accolta.
  • In materia tributaria, l'abuso del diritto presuppone una costruzione negoziale di puro artificio, priva di sostanza economica, con vantaggio fiscale quale elemento predominante e assorbente; non è abusiva l'operazione che possa essere spiegata da concrete ragioni economiche non riducibili al mero risparmio d'imposta.
  • Ai fini del giudizio di abuso, il giudice deve valutare l'operazione nella sua interezza, considerando la volontà delle parti e il contesto fattuale e giuridico, non soltanto singoli passaggi isolati o profili meramente contabili.
  • L'esistenza di una modalità alternativa astrattamente praticabile e fiscalmente diversa non basta, da sola, a fondare l'abuso: occorre che l'operazione scelta sia priva di valide ragioni economiche e soprattutto costruita al solo scopo di ottenere il vantaggio fiscale.
  • L'Amministrazione deve provare il disegno elusivo e la manipolazione degli schemi negoziali; il contribuente, se l'Ufficio prospetta uno strumento alternativo idoneo al medesimo risultato economico, deve allegare le ragioni economiche della struttura prescelta.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della provaAbuso del dirittoBuona fede e correttezzaNullità

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