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Sentenza

Sentenza n. 5387/2026 - Napoli, Sezione 6

per l’esecuzione della sentenza n. 6009/2023 del 16 ottobre 2024 del Tribunale di Napoli.

Giustizia amministrativa202507162

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli n. 6009/2023, che lo aveva condannato a corrispondere alla ricorrente 1.000 euro mediante buono elettronico (carta del docente), oltre alle spese di giudizio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza, assumendo che la sentenza n. 6009/2023 del 16 ottobre 2024 del Tribunale di Napoli, passata in giudicato, non fosse stata eseguita. Ha chiesto che fosse ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di adempiere entro un termine, con nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e applicazione di una penalità di mora ai sensi dell’art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che il Ministero, pur costituitosi, non aveva fornito elementi ostativi all’esecuzione. Ha ordinato al Ministero di eseguire il giudicato entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza. Per l’ulteriore eventuale inerzia ha nominato commissario ad acta il Responsabile della DGOSV presso il Ministero, con facoltà di delega a un funzionario della stessa amministrazione; il commissario dovrà provvedere entro ulteriori sessanta giorni dalla comunicazione, da parte del difensore della ricorrente, della scadenza del termine assegnato al Ministero. Ha inoltre accolto la domanda di astreinte, condannando il Ministero al pagamento, dalla comunicazione della sentenza fino all’effettivo adempimento, di una somma pari agli interessi legali calcolati sull’importo dovuto. Spese a carico del Ministero, liquidate in 800 euro oltre accessori di legge, con distrazione al difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    La stessa disposizione chiarisce che, nei giudizi aventi ad oggetto il pagamento di somme di denaro, "la penalità di mora [...] decorre dal giorno della comunicazione o notificazione dell'ordine di pagamento disposto nella sentenza di ottemperanza; detta penalità non può considerarsi manifestamente iniqua quando è stabilita in misura pari agli interessi legali".

    Nei giudizi di ottemperanza diretti al pagamento di somme di denaro, la penalità di mora decorre dalla comunicazione o notificazione dell’ordine di pagamento e non è manifestamente iniqua se determinata in misura pari agli interessi legali. Nel caso concreto, è stata applicata dalla comunicazione della sentenza di ottemperanza fino all’effettivo adempimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l’amministrazione non esegue il giudicato e non fornisce elementi ostativi all’adempimento, il giudice può ordinare l’esecuzione entro un termine e nominare un commissario ad acta per il caso di persistente inerzia.
  • Nei giudizi di ottemperanza aventi ad oggetto il pagamento di somme di denaro, su richiesta di parte può essere fissata una penalità di mora pari agli interessi legali, decorrente dalla comunicazione o notificazione dell’ordine di pagamento e fino all’effettivo adempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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