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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29720/2025 del 26/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto il riconoscimento del vincolo della continuazione tra cinque sentenze: due sentenze indicate nel cumulo in esecuzione (Tribunale di Ferrara 12/03/2024 e Corte d'appello di Bologna 08/03/2024) e tre sentenze già ritenute in continuazione tra loro con ordinanza del Tribunale di Ferrara del 16/05/2024. Il Tribunale di Ferrara, con ordinanza del 21/03/2025, dichiarò inammissibile l'istanza per indeterminatezza dell'oggetto, ritenendo non chiaro se la richiesta riguardasse solo le due sentenze o anche le tre già poste in continuazione. Il ricorrente, tramite difensore, ha impugnato sostenendo che l'istanza indicava chiaramente tutte e cinque le sentenze e che l'oggetto era stato ulteriormente precisato nell'udienza camerale; il Pubblico Ministero ha richiesto l'annullamento con rinvio.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo infondata l'affermazione di indeterminatezza. Ha ritenuto che l'istanza del 10/02/2025 indicava in modo sufficientemente chiaro le cinque sentenze e che il contenuto è stato comunque precisato nel corso dell'udienza camerale, come risulta dal verbale, con la risposta del difensore e con il riassunto operato dal giudice. La Corte ha richiamato il principio secondo cui nel procedimento di esecuzione è consentita la precisazione e l'integrazione della domanda. Per questi motivi l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Ferrara per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. 1, n. 1229 del 11/11/2020, dep. 2021 (Rv. 280217)

    Richiamata per affermare che nel procedimento di esecuzione è ammessa la precisazione e l'integrazione della domanda, essendo tale giudizio privo della natura di impugnazione e non vincolato al rigido principio devolutivo.

  • Cass. Sez. 3, n. 47266 del 04/11/2005 (Rv. 233261)

    Richiamata in senso coerente con la precedente per confermare la possibilità, nel procedimento di esecuzione, di chiarire o integrare il petitum per rendere comprensibile la domanda al giudice dell'esecuzione.

Massime di principio

  • Nel procedimento di esecuzione la richiesta di riconoscimento della continuazione può essere precisata o integrata anche in udienza; il giudice deve, se necessario, chiedere chiarimenti prima di dichiarare inammissibile per indeterminatezza.
  • Se la domanda elenca chiaramente le sentenze (con indicazione di date e corti) e allega le relative decisioni, ciò è normalmente sufficiente a definire l'oggetto della richiesta.
  • Quando parte delle sentenze sono già state poste in continuazione con provvedimento precedente, occorre esplicitare che si chiede l'estensione del vincolo anche alle altre sentenze e allegare l'ordinanza applicativa preesistente.
  • Il rigetto per mera indeterminatezza senza aver preso atto dei chiarimenti resi in udienza o senza aver chiesto i necessari chiarimenti può essere censurato in sede di impugnazione
  • In casi analoghi è buona prassi far verbalizzare dal difensore la precisa elencazione delle decisioni per le quali si chiede la continuazione e far registrare la conferma del giudice, così da evitare contestazioni di indeterminatezza.
  • Se il giudice dell'esecuzione ritiene il petitum sintetico, deve usare il potere istruttorio e dialogare con le parti; in mancanza di ciò l'annullamento e il rinvio sono la via corretta per la tutela del diritto alla decisione nel merito.

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