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Ordinanza

Ordinanza n. 1919/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di diniego del visto di ingresso in Italia per lavoro subordinato prot. 20250002613 emesso dall’Ambasciata d’Italia ad Accra;

Giustizia amministrativa202600673

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto di ingresso in Italia per lavoro subordinato emesso dall'Ambasciata d'Italia ad Accra

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il TAR, nella fase cautelare, ha esaminato sommariamente la legittimità del diniego e ha ritenuto non sussistente il fumus boni iuris, valorizzando le incongruenze rilevate dalla sede consolare durante il colloquio e l'ampia discrezionalità dell'amministrazione nella valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni rese e delle finalità del soggiorno.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare, ritenendo insussistente il fumus boni iuris sulla base delle incongruenze emerse nel colloquio consolare. Il giudice ha evidenziato che, in materia di valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni e delle finalità di soggiorno, l'amministrazione dispone di ampia discrezionalità, il cui esercizio non è apparso prima facie illegittimo. La decisione è resa con riserva di ogni ulteriore approfondimento, anche istruttorio, nella fase di merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base della delibazione sommaria propria della fase cautelare, il TAR ha respinto la domanda di sospensione per insussistenza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità della ricorrente.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, la domanda di sospensione di un diniego di visto può essere respinta quando, sulla base di una delibazione sommaria, emergano incongruenze rilevate durante il colloquio consolare tali da escludere il fumus boni iuris.
  • La valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni rese dal richiedente e delle effettive finalità del soggiorno rientra nell'ampia discrezionalità dell'autorità consolare; in sede cautelare il sindacato giurisdizionale non può sostituirsi a tale valutazione, salvo emergano prima facie profili di manifesta irragionevolezza o illegittimità.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelare

Testo integrale

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