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Sentenza

Sentenza n. 32/2026 - Lecce, Sezione 1

per l’accertamento del silenzio inadempimento serbato dal Comune di Carovigno sull’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi dell’art. 91 delle N.T.A. del P.P.T.R. e sulla presupposta pratica edilizia n. 143-2022-PAES, trasmessa in data 06.07.2022 ed assunta al prot. n. 16588; nonché per la declaratoria dell’obbligo del Comune di Carovigno di concludere l’istruttoria ed il procedimento con l’adozione di un provvedimento espresso nel termine ex art. 117, co. 2, c.p.a., con nomina di un Commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento.

Giustizia amministrativa202500419

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune di Carovigno sull'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica relativa a una pratica edilizia per la realizzazione di una piscina fuori terra

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (comune)

La controversia

La società ha agito per ottenere l'accertamento del silenzio-inadempimento serbato dal Comune sull'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica prevista dall'art. 91 delle N.T.A. del P.P.T.R., riferita a una pratica edilizia trasmessa il 6 luglio 2022. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha comunicato che il Comune, il 7 luglio 2025 e dopo il deposito del ricorso, aveva adottato un provvedimento espresso di diniego dell'accertamento di compatibilità paesaggistica per la piscina fuori terra oggetto dell'istanza. La società ha quindi chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere, oltre alla rifusione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere poiché l'amministrazione ha adottato un provvedimento espresso, soddisfacendo la pretesa sostanziale oggetto dell'azione avverso il silenzio. Il giudice ha tuttavia ritenuto configurabile la soccombenza virtuale del Comune, che ha definito il procedimento soltanto dopo la proposizione del ricorso, e lo ha condannato al pagamento delle spese di lite in favore della ricorrente, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge, nonché alla rifusione del contributo unificato ove effettivamente versato.

Norme richiamate

  • art. 91 N.T.A. del P.P.T.R.

    La disposizione è richiamata quale base normativa dell'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica, senza ulteriore interpretazione nel provvedimento.

  • art. 117, comma 2, c.p.a.

    È indicato quale fondamento della richiesta di dichiarazione dell'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento entro il termine assegnato dal giudice; la decisione definisce però il giudizio per cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • L'adozione, nel corso del giudizio instaurato contro il silenzio-inadempimento, di un provvedimento espresso che definisca il procedimento oggetto dell'azione determina la cessazione della materia del contendere, perché la pretesa sostanziale di ottenere una decisione amministrativa è stata soddisfatta.
  • Quando l'amministrazione provvede soltanto dopo la proposizione del ricorso avverso il silenzio, il giudice può applicare il criterio della soccombenza virtuale e condannarla alle spese di lite, anche se il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaTitoli abilitativi ediliziEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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